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Ariadna Romero, tifosa giallorossa presto al cinema

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Faccia a faccia con l'attrice cubana, dal 6 aprile protagonista in tutte le sale nel film "Ovunque tu sarai"

A suo dire i cubani hanno nella spensieratezza il loro punto forte. Parlando con lei e sentendo il suo sorriso travolgente non si può che darle ragione. La sua bellezza le ha spalancato le porte dell’Italia, la sua voglia di fare e di mettersi continuamente in discussione l’hanno portata a sperimentare diversi ruoli in tv come al cinema. Ed è proprio sul grande schermo che presto la vedremo nei panni di Pilar, una donna libera e innamorata dei sogni come lo è Ariadna nella vita di tutti i giorni.

Partiamo dal presente e da “Ovunque tu sarai”. Che film è e che Ariadna vedremo sul grande schermo?

«Sul grande schermo vedrete Pilar (il personaggio interpretato da Ariadna nel film “Ovunque tu sarai”, ndi). È un film bellissimo, un’esperienza meravigliosa soprattutto per le persone con cui ho avuto l’occasione di lavorare. Partendo dal regista che ha fatto un lavoro stupendo su di me già prima di iniziare a girare il film. Mi ha fatto fare diverse prove, mi dava i compitia casa e ha creduto molto in me e per questo lo ringrazio. Anche con il gruppo di lavoro mi sono trovata davvero bene, mi hanno coccolato tutti tantissimo». Per questa tua “seconda volta” al cinema, come ha anticipato, sarà Pilar.

Quanto si rivede in questo personaggio?

«Uno dei lavori più profondi che ha fatto Roberto (Capucci il regista del film, ndi) su di me è stato proprio quello di farmi tornare Pilar perché io sono stata un po’ come lei nella mia vita reale. Ovvero una un po’ hippie con lo zaino in spalla che vive alla giornata e che crede nei sogni. Pilar è il prototipo della libertà, crede in questo ideale e cerca di insegnarlo agli altri girando il mondo facendo concerti. Un po’ come ho fatto io quando a 22 anni sono venuta in Italia all’avventura, per inseguire i miei sogni. E Roberto ha fatto proprio questo con me: è riuscito a tirare fuori la Pilar che è dentro di me».

Nel film è l’unica donna protagonista: si è sentita un po’ beata tra gli uomini? E l’hanno coccolata un po’?

«Assolutamente. Tieni presente che sul set ci portavano i cestini per mangiare, e loro essendo quattro amici anche lontano dalle telecamere spesso andavano a pranzo e cena fuori. Dopo la prima volta gli ho detto chiaramente: “Voglio venire con voi”. Alla fine sono diventata un maschiaccio (ride, ndi)».

Con chi, tra Memphis e gli altri, si è trovata meglio? E mi dica la verità, l’hanno mai corteggiata sul set?

«Nessuno. Sul set, per via del copione, sono stata più a contatto con Primo (Reggiani, ndi), ma eravamo fidanzatissimi entrambi. Io con il mio attuale compagno e lui con una mia amica, Costanza, quindi non c’è stato modo perché non ci siamo mai visti con quegli occhi».

“Ovunque tu sarai” è una pellicola che parla di calcio: ma lei per quale squadra fa il tifo?

«Sicuramente per la Roma. Mi sono trasferita da poco nella Capitale e qui ho scoper to davvero cosa significa la passione per il calcio. Sono in Italia da otto anni, a Milano il calcio è seguito ma non come a Roma. Qui si vive il calcio in maniera davvero folle (ride, ndi)».

Tra qualche giorno ci sarà il derby di ritorno di Coppa Italia, andrà a vederlo?

«I quattro “maschioni” del film più il regista mi hanno promesso che mi avrebbero portato a vedere la Roma. Non una partita qualunque, quindi ricorderò loro la promessa».

Dopo aver finito di girare il film ha scoperto di essere incinta. Se non sbaglio è al sesto mese, come si immagini da mamma? Si sente pronta?

«È facile da dire, ma non so se si è mai pronti per il ruolo di genitori. Ho tanto da imparare. Mi sento molto mamma, questo sicuro. Tutti mi chiedono se faccio venire mia madre, e sono sicura che lei non vede l’ora di vedere suo nipote. Ma ti devo dire la verità, può sembrare brutto, ma vorrei godermi mio figlio da sola, almeno per i primi mesi. L’ho avuto tanto tempo nella pancia, l’ho desiderato tanto tempo, che almeno i primi tempi lo voglio tutto per me».

E quindi si prenderà una pausa per concentrarsi a tempo pieno su suo figlio o si dividerà tra famiglia e lavoro?

«Dal lavoro sicuramente sì. Ho intenzione di allattare fino a che lo vorrà lui. Non voglio lasciarlo a qualcuno dopo una settimana per andare a lavoro. Farò tutto con i giusti tempi».

Lei ha fatto tv, cinema e anche la modella. Se dovesse sperimentare qualcosa di diverso, cosa le piacerebbe fare?

«Quello che mi piace di più è il cinema, ma mi piacerebbe fare teatro. Diciamo che è uno dei miei sogni nel cassetto».

In questo periodo su Rai Uno c’è “Ballando con le Stelle”, un programma che conosce bene. Lo sta seguendo, ma soprattutto ha continuato con il ballo o ha appeso le scarpette al chiodo?

«Ballo ancora per conto mio. Ballando lo seguo con un po’ di nostalgia perché in quel programma mi sono trovata davvero molto bene».

Prima mi ha detto che ancora molto giovane è partita per l’Italia con uno zaino in spalla e tra l’altro ha dichiarato che il nostro Paese l’ha resa felice. Perché?

«Devo dire che a Cuba c’è una venerazione per l’Italia, ma non è stata una decisione totalmente mia quella di venirequi. Facevo delle passerelle e un talent scout mi ha notato e mi ha proposto di fare delle foto per lui per una campagna pubblicitaria con Elisabetta Canalis. Io ho detto subito di sì, tanto si sarebbe dovuto fare tutto a Cuba, ma sono rimasta affascinata da quel mondo. Alla fine della campagna mi hanno proposto di venire in Italia e ho colto l’occasione per poter conoscere il mondo. Senza pensarci troppo ho accettato, per la disperazione della mia famiglia (ride, ndi)».

E il suo bimbo preferisce che si senta più italiano o più cubano? E cosa vorrebbe che prendesse dagli italiani e cosa dai cubani?

«Dai cubani senza dubbio la spensieratezza. Da noi a Cuba non c’è niente, ma siamo talmente abituati al fatto che non ci sia nulla che non ci preoccupa più niente (ride, ndi). Gli italiani, invece, sono un popolo meraviglioso e nonostante abbia girato tanto per lavoro non ho mai messo in discussione il fatto di voler tornare sempre qui. Quindi dall’Italia vorrei che il mio bimbo prendesse tutto, ma visto che il mio compagno cucina da Dio vorrei che imparasse a cucinare».