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Smart e Mercedes Classe E, doppia sfida molto Audax

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Due gare contro il tempo di 500 km (per la FourTwo in Sicilia) e di 1200 km (per la Classe E da Milano a Stoccarda e ritorno) per celebrare i successi della Stella a Targa Florio e Mille Miglia

ROMA - Audax: un nome, una garanzia. E se si tratta di essere Audaci, in casa Mercedes, lo sono eccome. Cinquecento chilometri a bordo di una Smart ForTwo per le strade siciliane della Targa Florio, tra Messina, Catania e Palermo, con un passaggio alle pendici dell’Etna. E altri milleduecento a bordo del salotto viaggiante della nuova Classe E da Milano a Stoccarda, con tanto di sosta al Museo della Casa della Stella. Non due prove in senso stretto, piuttosto altrettante gare contro il tempo, una formula brillante - anche se magari da contenere nella durata - per riempire i mesi che dividono dalle autentiche novità del futuro.
  
SICILIA - Il primo appuntamento siciliano ha di fatto messo in mostra la versatilità della nuova Smart, capace di uscire senza problemi dal recinto della cittadina per eccellenza, la sua natura di assoluto privilegio nelle manovre e nei parcheggi, per trasformarsi in un’autentica belvetta anche per lunghe scampagnate fuoriporta a velocità sostenuta. E con 90 cv, una coppia di 135 Nm (a 2500 giri/minuto) ci si può divertire ugualmente , magari con cautela nonostante il crometro, grazie alcuni sistemi di ausilio alla guida come il Crosswind Assist che protegge dalla raffiche di vento laterali e del più noto Lane Keeping Assist che segnala i cambi di corsia tra beep o segnalazioni ottiche, senza dimenticare freni, utili scendendo dal Rifugio Sapienza sull’Etna, l’ausilio per le partenze in salita ed il brake assist. Insomma, una piccola avventura da 300 miglia, Audax, appunto, così per non dimenticare la vittoria della Targa Florio da parte di Stirling Moss nel 1955 a bordo della 300 SLR.
   
GERMANIA - Da una classica all’altra, da un viaggio all’altro, Mercedes è stata ancora più Audax, con la Milano Stoccarda, un altro riconoscente tributo all’Italia e alle sue Corse storiche, e all’altro successo da ricordare quello ottenuto alla Mille Miglia del 1956 da parte di Bauer/Grupp a bordo di una Mercedes 220a (W180) “Ponton”. E se in Sicilia, la Smart ha fatto scoprire il suo lato nascosto, la Classe E 220d “Ponton Tribute Edition” nei suoi 1200 chilometri di percorso, ha semplicemente confermato di essere la perfetta compagna per i lunghi viaggi. Per la sua silenziosità anche ad alta velocità sulle autostrade tedesche senza limiti che però compaiono all’improvviso. E per quella dote discreta di chi ribadisce i valori del passato esaltandoli grazie alla tecnologia del presente e del futuro come il calidoscopio di luci dell’abitacolo con i Led a 64 possibili tonalità, al cambio a nove marce che con i 194 cv messi a disposizione dal diesel 2.0 garantisce consumi (4 litri ogni 100 km) impensabili su una berlina di questa portata.
   
TRASFORMAZIONE - Ma l’effetto più grande lo produce il pensiero di quanti passi avanti abbia fatto il mondo dell’automobile in questi 60 anni trascorsi dal trionfo del 1956. Oggi la nuova Mercedes Classe E è di fatto il capolavoro di intelligenza che con il sistema Drive Pilot porta, gradualmente, il conducente nella dimensione della guida autonoma. Intesa più come sostegno, supporto che come invadente rivoluzione. E così ci si può divertire a giocare con il futuro visto che è possibile mantenere la distanza di sicurezza dai veicoli che precedono, relazionandosi con tutti gli altri che la circondano comprese le infrastrutture stradali. Per non parlare dei cambi di corsia o delle frenate di emergenza, utili soprattutto nella galleria del San Gottardo che ci ha riportato a Milano al termine di questa long run. Non senza un  pensiero alle immagini  accumulate al Museo Mercedes di Stoccarda: un monumento alla storia dell’automobilismo mondiale, ricca com’è dei 160 autentici gioielli sistemati nel Moma dell’auto, struttura avveniristica di 34 metri e 16.500 metri quadrati di esposizione, con due percorsi privi di scale dove nel giro di un’ora si passa in rassegna più di un secolo di storia, un viaggio tra passato e futuro, rigorosamente in modalità non autonoma. Al prossimo viaggio.