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Giornata mondiale del bacio, dieci baci da ricordare

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Celebriamo il World Kiss Day con una rassegna di dieci celebri baci scambiati nella storia del calcio

Un bacio rubato. Quello tra Ancelotti e Conte alla fine di Juve-Real del 2013. La circostanza non è mai stata chiarita, ma la foto è chiara: se non un bacio, era un abbraccio molto intimo. Che i due si volessero bene era noto, che la stima arrivasse a questo punto no. 

 

Luglio 1996, clasico Boca-River alla Bombonera. Caniggia segnò tre gol e permise agli Xeneizes di battere per 4-1 il River campionde della Libertadores. Dopo il primo gol, l'esultanza del 'Cani' e di Maradona lasciò tutti stupefatti.

 

Forse i derby ispirano baci. Anche questo, risalente al 2010, avvenne durante una stracittadina. E anche in questo caso è un'esultanza, anzi, un ringraziamento: quello di Gary Neville a Paul Scholes per aver segnato all'ultimo minuto di recupero contro il Manchester City.

 

Durante i festeggiamenti passò inosservato, ma poco dopo sui social network iniziarono a fioccare i fermo-immagine: Ivan Rakitic, dopo aver vinto l'Europa League allo Juventus Stadium col Siviglia, si baciò col compagno di squadra Carriço. Un video successivo dimostrò che era un bacio sulla guancia 'sbagliato' a causa della concitazione del momento.

 

Un bacio che ne conteneva milioni: quello che le labbra di Fabio Cannavaro, capitano della Nazionale, stamparono sulla Coppa del Mondo vinta nel 2006. In quel gesto c'era tutta la gioia di un paese e di una squadra arrivati alla vittoria nonostante lo scetticismo iniziale.

 

Uno dei più celebri: durante i festeggiamenti per la vittoria del Mondiale 2010 in Sudafrica, Iker Casillas rimase senza parole durante l'intervista con Sara Carbonero. Dopo aver ringraziato la famiglia per il sostegno ricevuto, fu colto da un momento di commozione: concluse l'intervista baciando a sorpresa la sua compagna per poi dileguarsi.

 

 

E' normale: ogni volta che un calciatore lascia un club a cui ha dato tanto, spunta una foto in cui ha baciato la maglia. E' toccato anche a Pjanic, ma è solo uno dei tanti: sono baci figli di momenti di emozione, di esultanze, di riconoscenza sincera verso un club... Ma forse col senno di poi è meglio non lasciarsi andare a facili 'effusioni'.

 

Se ne è parlato molto ultimamente, ma alla fine non si può dire che sia stato un bacio di Giuda. Se come sembra il club rossonero e il piccolo-grande portiere firmeranno il rinnovo, quello di Gigio Donnarumma allo stemma del Milan non rimarrà nella storia come il bacio di un traditore.

 

Se il bacio di Pjanic ha irritato qualche romanista, rimediamo con un bacio che verrà ricordato con un sorriso da ogni tifoso giallorosso. Nel 2012 Fabio Simplicio segnò nel finale di un Roma-Napoli regalando il definitivo 2-2 alla Roma. L'esultanza fu memorabile: nello stupore generale il brasiliano salì in tribuna e andò a baciare moglie e figlio. 

 

L'ultimo bacio, che non è una fine ma un inizio. Quello di Francesco Totti a Mattia Almaviva, il più giovane dei capitani giallorossi, alla fine della sua ultima partita con la maglia della Roma. Sta a dire: non vi disperate, nasceranno altri capitani.