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Mini Countryman Cooper SD: la prova su strada

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Cresciuta nelle dimensioni offre più spazio a bordo e un abitacolo da piccola ammiraglia. Ma anche i prezzi sono di categoria superiore

ROMA – Perché Mini Countryman sia uno dei Suv compatti più ambiti sul mercato è facile intuirlo. Ha stile, come tutte le Mini, è ben fatta, guidarla è un piacere. Ma ovviamente costa. E la Cooper SD in allestimento Hype con motore turbodiesel 2.0 da 190 cv, cambio automatico e trazione integrale All4 della prova, parte da 41.750 euro. Con la stessa cifra, rimanendo in casa Bmw, si potrebbe acquistare una 320d. Ma la piccola premium, cresciuta in lunghezza fino a quota 4,3 metri, ha tutto ciò che serve per divertire sia su strada che in off-road.

Esteticamente solida grazie alle protezioni sottoscocca, vanta cerchi da 17 pollici di serie e dettagli scenografici come il tetto a contrasto e il “logo projection”, che proietta il marchio Mini a terra quando si sbloccano le portiere. Uno dei tanti “di più” che giustificano il prezzo non banale.

L’abitacolo è da ammiraglia mignon e il pacchetto Hype porta in dote anche eleganti sedili in pelle a regolazione elettronica. La plancia è piuttosto complessa e al centro della scena troneggia il display touchscreen incorniciato da corona luminosa; sotto i classici interruttori in stile aeronautico. Tutto molto bello, anche se tra plancia, tunnel e volante si contano tasti in quantità e in un momento in cui gran parte dei designer si indirizza verso interni minimal, la scelta di Mini è controcorrente. Lo spazio a bordo non manca e si sta comodi anche in quattro grazie al divano posteriore scorrevole; inoltre il bagagliaio da 450 litri, con portellone ad apertura elettronica, è il più spazioso dell’intera famiglia Mini. 

 

In città si apprezza la maneggevolezza, combinata a una posizione di guida “dominante”. Inoltre i 20 cm di lunghezza in più rispetto alla prima generazione non danno fastidio e grazie alla telecamera posteriore e ai sensori le manovre non sono certo un problema. Fuori città emergono le doti che hanno reso celebre Mini, ossia quell’agilità e precisione dello sterzo che regalano il celebre “go-kart feeling”. Anche se ovviamente, vista l’altezza della vettura e il peso di 1600 kg, cui contribuiscono cambio automatico e trazione integrale, non ci si può attendere la sportività della John Cooper Works tre porte.

Comunque il generoso 4 cilindri da 190 cv offre una spinta corposa e abbinato al reattivo cambio automatico, garantisce uno scatto 0-100 km/h in 7,4 secondi e una velocità massima dichiarata di 218 km/h. Nel misto ci si diverte, basta impostare il selettore posto sul tunnel in modalità Sport e godersi lo sterzo consistente che mette l’anteriore esattamente dove vuoi tu. Mini dichiara consumi da utilitaria, 20 km con un litro di gasolio, un obiettivo raggiungibile  guidando con piede fatato e in modalità Green. 

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