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Genoa, favola Pavoletti: i suoi gol portano all'Azzurro

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Il Centravanti livornese, dopo aver faticato per ritagliarsi uno spazio in Serie A, adesso punta alla Nazionale

ROMA - Vinovo, ore 12 di questa mattina. Alla domanda «che cosa teme del Genoa visto che è una squadra senza tante invidualità?», Massimiliano Allegri risponde:«No, individualità ce le ha e anche buone, perchè ha il centravanti, il buon Pavoletti, che è un ragazzo - tra l'altro di Livorno - che è cresciuto in ritardo parlando calcisticamente, ma che però si sta affermando e sta facendo delle cose straordinarie». Le parole del tecnico bianconero non sono il classico elogio di facciata dedicato all'attaccante avversario di turno, ma  pensieri sinceri e perfettamente aderenti alla realtà.

LA CARRIERA - Si, perchè Leonardo Pavoletti cose straordinarie le sta facendo davvero e tradotto nella lingua degli attaccanti, queste cose straordinarie si chiamano gol. Già 11 le reti segnate in stagione in 16 presenze, anzi in 1.239 minuti, una rete ogni 112 minuti. Il numero 19 rossoblù è il calciatore italiano che ha segnato di più senza ricorrere a tiri dagli undici metri. Eppure la strada che l'ha portato fin qui è stata lunga e tortuosa, un po' come le stradine di provincia, quelle che il livornese ha dovuto percorrere prima del grande salto in Serie A.
Ha indossato le maglie di Viareggio, Pavia, Juve Stabia, mostrando ovunque le sue doti di bomber: 16 reti in Serie D e 18 in C2. Nella stagione 2011-2012 passa alla Virtus Lanciano, con la cui maglia si aggiudica il titolo di capocannoniere nella Lega Pro Prima Divisione, siglando 16 reti in 32 presenze e contribuendo alla promozione della squadra abruzzese in Serie B.

IL GENOA - Nell'estate successiva passa al Sassuolo, segnando 4 reti nelle prime 5 partite. A fine stagione i gol saranno 11, determinanti per la storica promozione della squadra emiliana in Serie A. Poi il prestito al Varese in B e ancora tanti gol, 20 in 36 presenze. Nella scorsa stagione il ritorno in Emilia prima del trasferimento al Genoa, avvenuto il 30 Gennaio 2015; e, manco a dirlo, arrivano i gol: 6 in appena 10 partite disputate, risultando il primo come media gol (una rete ogni 92 minuti).
La stagione in corso è quella della consacrazione ed è quella che potrebbe portarlo a coronare un sogno: la Nazionale. Antonio Conte ha dimostrato una certa coerenza nell'applicazione della regola meritocratica in ottica convocazioni, e se l'attaccante livornese continuerà a segnare con questa frequenza, l'allenatore salentino non potrà che tenerlo in cosiderazione.