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Sei Nazioni, O'Shea: «Continuiamo la nostra sfida»

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© AFPS
Il capitano azzurro, Parisse: «Oggi il mio compito è essere un esempio per loro, il gruppo ha cuore»

ROMA - «Stiamo creando una nuova squadra, questo è il miglior gruppo possibile - sottolinea il ct azzurro O'Shea-. Abbiamo un gruppo che sta imparando un nuovo livello di gioco, alcuni atleti già sono pronti, altri stanno apprendendo come potersi confrontare nel rugby internazionale. Ci sono ragazzi come Minozzi e Negri che hanno già ora l'abilità per giocare nel Torneo, e la competizione interna non potrà che aumentare quando rientreranno dagli infortuni i vari Morisi, Campagnaro, Sarto, Esposito, Gega, Licata. Ma non voglio pensare a chi non c'era contro la Francia, perché sono fiero di quello che hanno fatto i ragazzi sul campo».

«Odio perdere e odio dover spiegare i motivi di una sconfitta, siamo tutte persone competitive in Squadra ma siamo anche uomini realistici e conosciamo la portata della sfida. Il nostro è un lavoro difficile, una sfida durissima. Ma proprio per questo amo il mio lavoro», ha concluso O'Shea.

PARISSE - Per il capitano azzurro, Sergio Parisse, «Non abbiamo un problema fisico, è possibile a questo livello che dopo cinquanta, sessanta minuti una gara possa prendere una direzione sulla base di singoli episodi. Sul 14-10 Negri ha fatto un bel break che avrebbe potuto cambiare la partita, ma sul turn-over successivo l'energia del match è cambiata, è stato un momento chiave della partita. Quando vedo i miei compagni non mollare mai, dare tutto, io sono orgoglioso di loro e continuerò a lavorare per aiutarli. Sono sicuro che queste gare aiuteranno la squadra ad acquisire l'esperienza necessaria per questo livello. Anche io ho perso molto da giovane e mi è servito a migliorare come giocatore e oggi il mio compito è essere un esempio per loro. Il cuore non lo puoi allenare, o lo hai o non lo hai. Questo gruppo lo ha: questo gruppo crede pienamente nel lavoro che stiamo facendo e questo, la nostra unione, può aiutarci a superare le difficoltà». Anche il pilone dell'Italrugby Andrea Lovotti pensa che «la strada sia quella giusta, i risultati arriveranno».

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