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Spalletti: «Juventus arrabbiata? Inter ferocissima»

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© LaPresse
Il tecnico nerazzurro carico alla vigilia del match con i bianconeri di Allegri a San Siro

INVIATO AD APPIANO - Luciano Spalletti non pensa allo scudetto e a un possibile favore da fare al Napoli in chiave scudetto. A lui interessa solo la Champions da conquistare per la sua Inter.

Spalletti, cosa le dà più fiducia in vista di domani sera?
«La cresciuta della mia squadra in questa stagione. So che sarà durissima, ma in questa stagione abbiamo imparato a dialogare con i nostri difetti. Siamo pronti a giocarci in questo finale di campionato un traguardo importantissimo come la qualificazione alla Champions».

È preoccupato dalla designazione di Orsato?
«Perché dovrei esserlo? I nostri arbitri hanno fatto vedere di avere professionalità e qualità. Loro studiano soluzioni nuove per migliorare il calcio. La Juventus negli ultimi anni fa vinto quasi sempre e non mi sembra che le statistiche degli arbitri che hanno arbitrato la Juventus dicano qualcosa di particolare. Certi risultati dipendono dalla bravura dei bianconeri».

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Vivere uno spareggio contro la Lazio all’ultima giornata rischia di essere un peso?
«Ci metterei la firma a giocarci all’ultima gara la qualificazione. Vorrebbe dire aver recuperato un punto di differenza in classifica. Noi abbiamo la possibilità di giocarci qualcosa di grandioso ovvero il ritorno il Champions. Possiamo rimettere le cose a posto per quel che riguarda la storia di questo club e dobbiamo farci trovare pronti».

Si aspettava che Salah potesse esplodere così?
«L’ho toccato con mano Salah e so qual è il peso della qualità che può esibire. Lui fa tutto con facilità. Il lavoro di Klopp è stato importante e ho provato a farlo andare più centrale, mentre a lui piacevano i corridoi esterni... Ora mi sembra si sia reso conto di quale deve essere la sua posizione di partenza e ha margini per migliorare ancora perché mette a disposizione tutto se stesso per raggiungere gli obiettivi della squadra».

Si aspetta che contro la Juve l’Inter faccia vedere tutto il suo potenziale, quello che ha imparato negli ultimi 10 mesi?
«Queste sono partite nelle quali chi pensa di nascondersi viene subito… bombato perché bisogna prendersi delle responsabilità, cercare le giocate che fanno la differenza. Il saggio del calcio dice che prima della giocata illuminante bisogna correre e portare a casa tanti contrasti. E dopo la giocata illuminante bisogna fare lo stesso».

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L’ultima volta l’Inter ha battuto la Juventus a San Siro con De Boer e il pressing alto. Ci sono le condizioni per fare lo stesso?
«Alcune volte non ci siamo riusciti, ma abbiamo sempre provato a farlo. Sappiamo tutti che è più facile rimanere nella metà campo avversaria per un minutaggio maggiore perché la porta avversaria è più vicina, ci sono più possibilità di tirare in porta e di avere una punizione pericolosa a favore, ma bisogna poi stare attenti a fare le scappate perché questa Juventus ha dimostrato di essere brava anche quando viene aggredita nella sua metà campo. Non mi ricordo Inter-Juve della scorsa stagione, ma ho visto Juve-Napoli e la Juve ha confermato di sapersi adattare a tutto, a qualsiasi avversario e a qualsiasi risultato da ribaltare. Allegri è bravo a mettere al centro del suo gioco la qualità del giocatore, a fargli sviluppare il suo talento. È uno che ragiona meno come collettivo e non condiziona i giocatori al suo modello tattico, ma costruisce il gioco di squadra sulle qualità dei singoli, anche alternando la difesa a 3 e a 4. È il più bravo a leggere le partite e a scegliere come giocare».

Lo 0-0 dell’andata è stato il culmine della stagione. Rimpiange la crisi dopo le prime 16 giornate giocate al di sopra delle vostre possibilità?
«Certi risultati nessuno ce li ha regalati. Dipendono dalle qualità che si hanno. In certe partite qualche rimpianto c’è, ma in altre gare le abbiamo portate a casa per un episodio. Ora sappiamo più cose di noi, abbiamo più equilibrio. Ora siamo più solidi perché abbiamo risolto i nostri problemi anche se abbiamo lasciato per strada punti che ci avrebbero dato una classifica diversa».

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Un pareggio può servire?
«L’elastico fino a che si può si tira, ma se a un certo punto non viene più, bisogna rendersi conto. La possibilità di fare qualcosa di più sotto il profilo dei gol fatti c’era e lo abbiamo fatto. Questi giorni qua i calciatori di personalità li vive bene, non hanno timore del risultato. Il pareggio non serve a niente: anzi, serve per avere un punto in più, ma entrambe le squadre giocheranno per vincere».

Sarebbe stato più sereno ad affrontare la Juventus se lo scontro diretto di domenica fosse finito non con una vittoria del Napoli?
«Sarebbe stato uguale. Non so come parla Allegri nello spogliatoio. Loro saranno affamati perché non possono più sbagliare? E noi che da anni che non portiamo a casa niente, come dobbiamo essere? Noi siamo e saremo ferocissimi».

Lo scorso anno arrivando secondo con la Roma ha costretto il Napoli a disputare i preliminari di Champions League. Si sente di avere un… debito con i tifosi azzurri?
«A me interessano i tre punti che darebbero la vittoria all’Inter e non i tre punti che toglierebbero qualcosa alla Juventus. Mi interessa il +3 per noi, non il -3 per loro».