Aru cerca il riscatto: «Il Giro d'Italia è ancora lungo»

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Il ciclista sardo dopo la débacle sul Gran Sasso: «Ci sono tante tappe che possono cambiare tutto». Nibali: «Yates in grande condizione»

ROMA - «Ieri non avevo le gambe, ma le somme le tireremo a Roma, assieme alla squadra: è inutile affrettare le conclusioni. In due week-end di Giro d'Italia possono accadere tante cose e verificarsi veri ribaltamenti: 2'36" di ritardo dalla maglia rosa non è poco, ma nemmeno un'eternità». Dopo la débacle di ieri sul Gran Sasso dove è stato staccato dagli altri big, primo fra tutti Simon Yates che è volato verso il successo, Fabio Aru è deciso a riscattarsi. Dal ritiro della Uae Emirates, squadra per cui gareggia, il sardo lancia messaggi precisi alla corsa: «La mia grinta è quella di sempre, ieri ho pensato a salvarmi, non ho perso poco, ma qualcosa di più di un minuto non è un dramma. Anche perché il Giro d'Italia è ancora lungo. Ci sono tante tappe che possono cambiare tutto. Ancora non è finita».

Giro d'Italia, Yates vince la nona tappa

LE PAROLE DI NIBALI -  «Simon Yates finora ha dimostrato grande condizione, ma i conti si faranno alla fine. Aru? Finora ha pagato un po', ma fra poco arriverà il suo terreno e vediamo cosa succede. Lo stesso vale per Froome: per l'inglese bisogna tener conto anche delle due cadute e delle conseguenze sul suo morale. Deve recuperare, ma ha dalla sua una grande squadra come la Sky». Lo 'Squalo dello Stretto' sta preparando il Tour de France, ma segue con occhio interessato la corsa rosa, che ha vinto nel 2013 e nel 2016. «Dumoulin è sornione - ammette - lo vedi poco, ma è sempre li. Può permettersi di perdere qualcosa che poi può facilmente recuperare nella crono» aggiunge il corridore della Bahrain-Merida.

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