Gianni Vrenna: «Il Chievo fa plusvalenze finte da anni. Crotone scippato della Serie A»

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Il massimo dirigente dei calabresi è un fiume in piena: «Questo non è calcio. Io gestisco con oculatezza, ma le altre società non rispettano le regole»

ROMA - Gianni Vrenna, Presidente del Crotone, è intervenuto in diretta su 'Radio Radio' e 'Radio Radio TV', per rivendicare pubblicamente il diritto del club calabrese di essere ripescato in Serie A, alla luce delle spiacevoli vicende in cui è coinvolto il ChievoVerona: «Abbiamo mosso tutti i nostri legali e le istituzioni per questa vicenda, abbiamo richiesto il rinvio di alcune partite del Chievo, sarebbe paradossale se i veronesi dovessero partecipare ad un altro campionato di Serie A dopo tutte queste plusvalenze false». Poi, sull'eventualità di richiedere lo stop dei campionati: «Noi chiederemo che si fermi il ChievoVerona per arrivare alla fine del processo con tutta la situazione chiara, una società che per 3 anni di seguito è senza carte per iscriversi al campionato e trova escamotage falsando bilanci rispetto a società che fanno salti mortali per stare in piedi cercando di risparmiare. Non c’è competizione se da altre parti si falsano i bilanci».

CROTONE NEL LIMBO - Siamo al 3 agosto e in casa Crotone regna ancora tanta incertezza. Tra Serie A e cadetteria, la differenza, per quel che concerne il calciomercato da affrontare, è abissale. E intanto il tempo stringe: «Fino a una settimana fa eravamo fermi sperando di fare un altro tipo di mercato, ma visti i tempi ormai lunghi stiamo cercando di mantenere il più possibile la squadra dello scorso anno e trovarne di nuovi che siano disposti a giocare in Serie B,  ma pronti al tempo stesso per la Serie A».

LA QUERELLE - Gianni Vrenna, poi, si sofferma sull'ultimo incontro col Presidente del Chievo Luca Campedelli: «Durante Chievo-Crotone non l’ho incontrato. In Lega ci siamo visti ma non essendo a conoscenza di questi fatti non ci siamo detti nulla. La cosa che mi fa arrabbiare è che stiamo parlando di società che partecipano alla Serie A e questa è una cosa vergognosa, se volevano dare un taglio a queste operazioni fasulle potevano e possono ancora farlo. Noi siamo tra le prime società per il rispetto dei bilanci, cerchiamo di non fare mai il passo più lungo della gamba. Sono 25 anni che faccio calcio e nel momento in cui ho la fortuna di stare in Serie A cerco di mantenerla facendo molta attenzione, lavorando sui giovani e tenendo i contratti bassi, ma poi cosa vedo nelle altre società? Contratti super e acquisti di giocatori giustificati con false plusvalenze».

NON SOLO CHIEVO - La vicenda, in realtà, non coinvolge il solo Chievo, ma abbraccia anche il Cesena, recentemente estromesso dalla Serie B e al cui vertice, ironia della sorte, c'era un altro Campedelli, Igor (soltanto omonimo del Presidente dei clivensi): «Le plusvalenze fatte da Cesena e Chievo sono tutti giovani senza contratto che ora hanno smesso di giocare, le operazioni finanziare erano praticamente inesistenti. Le plusvalenze sono l’anticamera del fallimento di tutte le società. Il Chievo potrà fare anche la Serie A nella prossima stagione, ma domani mattina, per coprire i 90 milioni di debito, la società fallisce come il Cesena, la Reggina e il Parma».

«CALCIO FALSO» - «È uscito fuori il problema perché per 3 anni di fila le società facevano finte operazioni per 23 milioni con giocatori del settore giovanile. Questo non è calcio, questo è un calcio falso. In una vicenda così importante, come si fa a sbagliare il vizio di forma? Non riesco a trovare una ragione e per far uscire una sentenza con vizio di forma non ci vogliono 8 giorni, ma 1. Come è possibile? Finiti i 3 gradi di giudizio se dovessimo soccombere non mi fermerò. Se fosse successo a Crotone, sarebbero scattate le manette. Al Crotone la Serie A è stata scippata due volte: una volta con il Var e la seconda volta con queste false plusvalenze», l'amara conlusione di Gianni Vrenna.

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