Vietato arrendersi

«I soldi non portano alla felicità, ma male che vada ti lasciano alla fermata prima. Al massimo te la fai a piedi. Tanto sono cinque minuti». Prometto di non annoiarvi con i soliti discorsi sui maxi fatturati che portano scudetti e coppe, non faccio il dirigente di un club primo degli ultimi, né il commercialista: nel calcio, peraltro, chi è capace di far aumentare i propri ricavi e i titoli è universalmente considerato più in gamba della concorrenza.

Mi interessa maggiormente uno dei possibili effetti della ricchezza in mano a un solo soggetto, più che la causa. Sostenuto dalla tradizionale ricerca della Gazza sugli stipendi di Serie A e dando un’occhiata intorno sono infatti giunto a una conclusione che per il momento è un dubbio, il Grande Dubbio, questo: temo che i presidenti delle altre squadre top (Napoli, Roma e Lazio, le milanesi scontano al momento i blocchi FPF) per ragioni che vanno dalle dimensioni/proiezioni del bacino di riferimento a, appunto, i limiti imposti dall’Uefa derivati da stagioni di spese folli; temo, dicevo, che quei presidenti stiano praticando la resa ragionata e virtuosa. Specialmente da quando sono riusciti a ottenere gli agognati tre posti più uno (quello della Juve) in Champions, che è la madre di tutti i ricavi extra-diritti tv.

In altre parole: io, patron, spendo il giusto e magari qualcosa di meno per garantirmi sistematicamente una delle altre tre caselle che danno tanti soldi, così tengo sotto controllo i conti, non faccio il passo lungo della gamba, allo stesso tempo prego di risultare competitivo il più a lungo possibile: lo scudetto è un obiettivo raggiungibile solo se alla Continassa scoppia un’epidemia di aviaria.

I numeri che mostriamo all’interno - sperando sempre che la corsa scudetto non finisca a dicembre e che non siano i tifosi non-juventini i primi ad arrendersi - sono illuminanti in tal senso e naturalmente riguardano almeno in parte Cristiano Ronaldo, il superbo investimento fatto da Andrea Agnelli per puntare alla coppa dell’Ossessione: il solo stipendio netto di CR7 (31 milioni a stagione) equivale al monte ingaggi complessivo di 10 avversarie (Sassuolo, Udinese, Spal, Parma, Genoa, Frosinone, Empoli, Chievo, Cagliari, Atalanta) mentre con il lordo si coprono quelli di Bologna, Fiorentina, Sampdoria, Torino. In sostanza, Ronaldo da solo costa più di 14 squadre. E probabilmente rende altrettanto.

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