Battaglia al Coni su Fabbricini, format B e ripescaggi: Frattini prende tempo

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Spigoloso Collegio di Garanzia dello Sport riunito a sezioni unite a Roma. Attacchi senza esclusione di colpi in dibattimento tra le difese. Ma la sentenza scivola a lunedì sera o a martedì mattina.

ROMA - Senza fretta alla meta. E procedendo con estrema prudenza e la necessaria cautela. Anche perché, nel caos generato nell’«estate terribile» del calcio italiano, potrebbe non esserci davvero fine al peggio dopo le ventilate richieste di risarcimento danni plurimilionarie e, addirittura, denunce penali anche a costo di violare la clausola compromissoria. E’ tutta ispirata alla saggezza la linea scelta dal Collegio di Garanzia dello Sport presieduto da Franco Frattini, riunitosi ieri a Roma a sezioni unite e composto dai professori Massimo Zaccheo, Mario Sanino, Dante D’Alessio, Virginia Zambroni e Gabriella Palmieri Sandulli. Andata in scena, eccezionalmente,  nel Salone d’Onore del Coni senza esclusione di colpi proibiti e attacchi di varia natura, la battaglia tra sofisticati giuristi e le più concrete difese delle parti in causa (Figc e Lega B da un lato e club esclusi dalla cadetteria dall’altra: Novara, Catania, Siena, Ternana e Pro Vercelli), ha fatto maturare una decisione non scontata. Rinviare tutto al termine di tre ore e mezzo di dibattimento spigoloso e stimolante per i temi posti anche da un punto di vista prettamente giuridico.

SENTENZA LUNEDì O MARTEDI' - «Alla fine, io per primo non avevo la stessa idea che avevo maturato prima - ha precisato l’ex ministro Frattini dopo un’altra ora e mezza di camera di consiglio -. Abbiamo ascoltato, rifletteremo e ci esprimeremo. Credo che tra lunedì sera e, al massimo, martedì mattina prenderemo una decisione definitiva. Abbiamo annotato tutti molti appunti su argomenti importanti e non è giusto decidere frettolosamente», ha spiegato il presidente. Che dovrà pronunciarsi sui ricorsi derivati dalla modifica del format del torneo cadetto portato da 22 a 19 squadre attraverso il blocco dei ripescaggi autorizzato dal Commissario straordinario della Figc Roberto Fabbricini su richiesta del presidente Mauro Balata e dei club cadetti, ricompattati da presunti vantaggi economici, come riferito anche da qualche difesa.

OBIETTIVO FABBRICINI - Lo stesso Segretario Generale del Coni era stato al centro della fase iniziale dell’udienza, tirato in causa proprio sulla verifica dei suoi poteri, tra i quali quello di modificare le norme senza maggioranze qualificate e in deroga allo Statuto federale. Il Collegio di Garanzia ha ritenuto, invece, che, a seguito della convocazione dell’Assemblea elettiva della Figc per il 22 ottobre sia «cessata la materia del contendere». E «auspica che i poteri commissariali vengano esercitati nei limiti fisiologici funzionali, in vista della Assemblea». In difesa del Commissario era sceso in campo direttamente l’avvocato del Coni, il professor Giulio Napolitano, nell’occasione difensore della Figc, denunciando un rischio gravissimo: «Stiamo assistendo a un secondo campionato giudiziario che, diversamente dal campo, si gioca senza esclusione di colpi», ha sottolineato con linguaggio forbito e citazioni in inglese il luminare padre della riforma della giustizia sportiva voluta dal presidente del Coni Malagò.

RIPESCAGGI LEGITTIMI: SI' O NO? In sostanza, al centro di tutto il dibattimento ci sono stati due punti specifici: la verifica dei poteri commissariali e la legittimità del blocco dei ripescaggi come atto conseguente di detti poteri speciali. E qui le difese delle società coinvolte si sono scatenate dopo l’affermazione della tesi dello stesso Napolitano: «Non c’è nell’ordinamento sportivo nazionale e federale nessuna norma che regoli l’integrazione dei campionati e i diritti al ripescaggio. Il commissario aveva non solo il potere ma anche il dovere di adottare tutti gli atti per il funzionamento della Federazione». Teorema sostenuto con vigore, ovviamente, anche dalla difesa della Lega B. Gli avvocati Avilio Presutti e Marco Laudani, infatti, hanno ribadito che i provvedimenti adottati da Fabbricini sono coerenti con il suo mandato. «È stato deciso di far giocare la Serie B alle squadre che hanno maturato il diritto sul campo. Non si può invocare un provvedimento come sbarramento a qualsiasi attività. Tutto cambia solo se il collegio ci dice se si può o meno modificare l’ordinamento».

LE RICORRENTI - Le ricorrenti hanno contestato con asprezza dialettica e senza garbo l’operato di Fabbricini, finito al centro della tempesta perfetta. Con particolare riguardo ai Comunicati Ufficiali per il ripescaggio dapprima pubblicati e poi revocati, evento senza precedenti nella storia recente della Figc. Sulla modifica del format, illegittima secondo tutti i legali intervenuti, si è scatenata una vera bagarre dialettica con al centro delle accuse, a vario titolo esposte, sempre l’esperto dirigente Coni. E’ stato anche evidenziato che il famoso Comunicato nº 59 del 13 agosto non è stato neppure firmato dal segretario della Figc Antonio Di Sebastiano. Anche questo è un altro elemento che rende l’idea del caos che si è creato attorno al calcio italiano. Ora, tocca a Frattini rimediare!
 

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