Simeone: «Un giorno allenerò l'Inter, ma ora sono felice all'Atletico Madrid»

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L'allenatore dei Colchoneros conferma le parole della sorella: «Oggi i nerazzurri hanno già un allenatore e io sto bene a Madrid. Le cose succedono quando devono succedere»

MADRID - "E' chiaro che ha risposto alla classica domanda che viene fatta da un giornale italiano ma del resto lo dico sempre che un giorno allenerò l'Inter". Diego Simeone, ai microfoni di "Cadena Cope", conferma le parole della sorella e agente Natalia sulle sue intenzioni di sedere un giorno sulla panchina nerazzurra ma precisa: "oggi l'Inter ha già un allenatore e io sono felice all'Atletico. Le cose succederanno quando devono succedere, è difficile fare programmi nel lungo termine".

OTTIMISMO - Dopo due finali perse, giocare e vincere quella in programma al "Wanda Metropolitano" non può non essere un obiettivo "ma bisogna andare di giorno in giorno, solo così si può arrivare a questo obiettivo. La scorsa stagione abbiamo preso una brutta scoppola - il riferimento all'eliminazione nella fase a gironi - per cui non possiamo permetterci di pensare al di là della partita col Monaco". Diego Simeone, ai microfoni di "Cadena Cope", non nasconde le ambizioni del suo Atletico Madrid, specie dopo un mercato estivo importante. "Come ho detto sin dal mio arrivo, penso come se dovessero cacciarmi domani, è questa la mia motivazione - racconta il tecnico argentino, all'ottava stagione sulla panchina dei colchoneros - Quest'anno abbiamo davanti una sfida enorme perché abbiamo una rosa con caratteristiche diverse da quelle che abbiamo. Dobbiamo crescere e adattarci e questo mi motiva, le sfide mi entusiasmano".

L'OBIETTIVO - Sotto contratto fino al 2020, l'auspicio del Cholo è "continuare a crescere, col club e con i giocatori. L'Atletico si stancherà di me? Può succedere, possono mandarmi via anche domani. Il calcio è così, tutto cambia. Io sono felice perché so quello che voglio qui. La società ha fatto un grande sforzo per continuare a crescere". L'Atletico è riuscito a trattenere Griezmann ("non ho mai pensato che potesse andare via") che però è stato escluso dalla corsa al Best Award della Fifa come miglior calciatore dell'anno. "Non riesco a spiegarmelo: campione del mondo, ha vinto la Supercoppa Europea, l'Europa League, secondo nella Liga, miglior giocatore della finale. Per quello che riguarda il 2018, è stato il migliore al mondo", sottolinea Simeone, che non si cura troppo delle critiche: "le capisco, ti fanno migliorare e non si può sperare di avere il 100% delle opinioni a favore, se ho il 51% sono già contento. Ma poi la realtà è un'altra cosa, è quello che tu fai e cioè ottenere risultati".

LIGA - Nella Liga l'Atletico non è partito benissimo ma "l'obiettivo è arrivare fra le prime tre. Risultati alla mano non siamo inferiori a Real o Barcellona ma come caratteristiche individuali dei giocatori sì seppure, complice l'addio di Ronaldo, ci siamo avvicinati al livello del Real". Simeone torna anche su quell'audio relativo a Messi ("Era quello che pensavo, non volevo essere polemico. Ronaldo ha più strumenti ed è un giocatore d'area, Messi è più un giocatore di squadra") mentre fra Neymar o Mbappè sceglie il primo: "È un ragazzo che si applica di più tatticamente, Mbappè è più individualista".

GIOVANNI - Poi una battuta sul figlio Giovanni, che ha appena debuttato con la maglia dell'Argentina con tanto di gol. "Mi emoziona vederlo nella nazionale, ha tutto per giocare con me ma non lo porterò mai nella mia squadra - chiarisce il Cholo - È molto difficile avere il proprio figlio nello spogliatoio perché ognuno lo vive a modo suo. Ma ha tutto quello che mi piace di un attaccante". (Ha collaborato Italpress)

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