Marchisio: «Dispiace essere passato per infortunato, non lo sono mai stato»

© Juventus FC via Getty Images

L’ex centrocampista bianconero sta per iniziare la sua nuova avventura allo Zenit: «La Juventus è sempre stata la mia famiglia, ho vissuto un sogno. Ma gli ultimi mesi non sono stati facili»

TORINO -  "La Juventus è sempre stata la mia famiglia". Claudio Marchisio non si stancherà mai di ripeterlo e anche nel giorno della partenza per San Pietroburgo lo ribadisce ai microfoni di Sky Sport 24. "Ho iniziato nel '93 in una società che mi ha dato la possibilità di vivere un sogno e vincere veramente tanto, ho talmente tante emozioni dentro che non posso dimenticarle, sono stato davvero tanto fortunato, ho realizzato il mio sogno e vinto centrando tanti record. Quello che ti rimane, però, non sono solo le vittorie, ma i rapporti umani instaurati con i compagni, la città, i tifosi, non solo quelli di Torino, ma di tutta Italia e di tutto il mondo, emozioni che mi porterò sempre dentro e che mi hanno regalato davvero tanto". Adesso porterà la sua esperienza, la sua qualità e la sua duttilità allo Zenit, però il suo non è un addio. "È sicuramente un arrivederci alla città di Torino, alla Juventus non lo so, vedremo, ma ora io e la mia famiglia siamo pronti per vivere tutti insieme questa nuova avventura", ha spiegato il Principino, contattato e corteggiato da Javier Ribalta, ex capo scout della Juve e ora direttore sportivo dello Zenit.

"Ora quello che conta è conoscere di persona l'allenatore, la squadra, ringraziare il club per l'opportunità che mi sta dando e continuare con loro questa stagione che è iniziata bene visto che sono primi in classifica - ha spiegato il centrocampista torinese -. Vado in una società ben organizzata, l'ho capito sin dal primo contatto, ci sono giocatori che conosco bene come Driussi, Paredes e Ivanovic, trovo un gruppo molto affiatato e di grande esperienza. È stato Ribalta a convincermi fin da subito che potesse essere la soluzione giusta per me, hanno una struttura societaria importante, hanno il progetto di tornare in Champions e di vincere il campionato, sono questi i fattori principali che mi hanno convinto ad accettare la proposta". Lasciare la Juventus è difficilissimo per uno con la pelle bianconera come lui, ma gli ultimi mesi tra panchine e pochi minuti in campo "non sono stati sicuramente facili, ma è il rischio del nostro mestiere, dispiace essere passato per infortunato visto che non lo sono mai stato, ma anche questo fa parte del nostro lavoro, ora spetta solo a me iniziare questa nuova avventura, allenarmi come ho sempre fatto e dimostrare il mio valore in campo". (in collaborazione con Italpress)

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