Juventus, Allegri: «La rabbia di Cardiff va usata per affrontare la stagione»

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Buffon: «Szczesny è il mio erede: un grande acquisto per la Juve»

ROMA - Alla vigilia della finale di Supercoppa italiana in programma domenica 13 agosto allo stadio Olimpico tra Juventus e Lazio, conferenza stampa di Massiliamo Allegri, che ieri ha festeggiato i 50 anni, e Gigi Buffon. A prendere per primo la parola è stato il capitano bianconero.

BUFFON - La maglia numero 10 a Dybala, compagno che per Buffon la meritava: «Nessuno più di Dybala meritava questa gratificazione. E' un segnale responsabilizzante, ha le caratteristiche per rappresentare al meglio il numero 10». Potrebbe essere la sua ultima stagione, ma Buffon sembra non pensarci ancora: «No, penso solo che giocherò un'altra finale, che è motivo di grande soddisfazione e allegria. Da quando abbiamo iniziato la stagione ho una strana euforia, credo si tratti di quel pizzico di follia che mi ha portato fino qua. Domani partita importante voglio assaporarmela». Domenica sarà la prima ufficiale senza Bonucci: «La difesa è forte come sempre - ha detto Buffon - e sarà un punto di forza della squadra. Chi la compone non ha nulla da invidiare a nessuno. Tra quindici partite tireremo i primi bilanci ora non ha senso». Chi sarà l'erede di Buffon? «Szczesny può essere il mio erede: - ha detto - è stato il miglior portiere della scorsa stagione e ha già esperienza internazionale di club e di nazionale. Si è già inserito nel nostro gruppo». Settanta giorni dopo Cardiff, la Juve riparte da una finale: «Ci sono tutti gli elementi per fare una grande gara, che è quello che richiede l'evento. Negli ultimi anni la Lazio ha sempre fatto fatica perché l'abbiamo sempre rispettata. Vincere la Supercoppa significa cominciare con il piede giusto, visti i cambiamenti sarebbe di buon auspicio». Confermarsi è la cosa più difficile nel calcio: «Le insidie? Non si può perdere ma nemmeno vincere in eterno. Abbiamo fatto qualcosa di straordinario, abbiamo la consapevolezza che molti avversari si sono rinforzati ma abbiamo la certezza di essere sempre noi stessi». La squadra da battere resta la Juve? «Non si può dire ad agosto se si è la squadra più forte, tra qualche settimana ci saranno le prove importanti, vogliamo confermare di essere i più forti».

ALLEGRI - Subito dopo Buffon in conferenza stampa ha parlato il tecnico Massimiliano Allegri: «Parte una nuova stagione, siamo tutti alla pari. La rabbia dellla finale di Cardiff va usata. Dobbiamo essere consapevoli della nostra forza. Dobbiamo avere determnazione nel centrare li obiettivi, che signifca arrivare a marzo lottando su tre fronti». Sulla finale di domenica con la Lazio: «Che gara mi aspetto? Lazio viene da un ottimo precampionato,  è una squadra organizzata, con giocatori di ottima qualità. Rispettarla sarà la nostra forza». Allegri ha commentato anche il mercato bianconero: «La società sta lavorando per il futuro perché stanno arrivando tanti giovani che devono fare un percorso: alla Juve è importante ogni palla che viene giocata. Ci sono tanti calciatori che vanno seguiti come esempio». Per Allegri ancora qualche dubbio di formazione: «Ho ancora tre o quattro dubbi sulla formazione. Buffon, Higuain e Dybala giocheranno (sorride, ndr) anche Mandzukic, gli altri vedremo». Allegri non si reputa fondamentale per la Juve: «Non sono stato il valore aggiunto, cerco di fare meno danni possibili. Le mie dimissioni dopo Cardiff? Ho riflettuto e ho capito che con questa squadra potevo riaprire una nuova stagione importante». Bonucci non è più un giocatore della Juve: «Bonucci è stato un grandissimo giocatore che ha dato tanto alla Juve, sbagliato cercare un sostituto, ogni calciatore ha caratteristiche diverse». Allegri non ha dato peso più di tanto alle critiche estive: «Durante l'estate si parla tanto perché non ci sono le partite. La Juve viene da stagioni con numeri impressionanti. L'amarezza di non aver vinto una delle due finali c'è, ma bisogna essere consapevoli di esserci arrivati. Difesa a tre o a quattro? Spesso siamo partiti con un sistema e poi abbiamo cambiato, dipende dagli equilibri della squadra. Le critiche sul calcio estivo sono ingenerose. Le gambe in questa fase non sono quelle di novembre, ci vorrà la testa, c'è armonia, dobbiamo riprendere le nostre abitudini, ricominciare è sempre complicato». Supercoppa d'estate o d'inverno? «Preferisco giocare la Supercoppa d'estate che a Natale, anche se la condizione attuale delle squadre non è ottimale». Gli obiettivi sono sempre gli stessi: «Dobbiamo ancora migliorare nella condizione e nel gioco, siamo all'inizio, ma i ragazzi sono molto disponibili. Ci sono 57 partite da fare, speriamo di farle tutte e poi ci saranno anche i Mondiali, per molti calciatori saranno un altro obiettivio di stagione». Il valore della Juve in Europa è cresciuto, Allegri lo ha rimarcato: «La Juventus in Europa ha fatto passi da gigante. La Champions non è quella di 30 anni fa, sono cambiate le squadre protagoniste. Oggi è più interessante ma molto più difficile».

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