Juventus, Higuain: «Sarri disse che ero pigro e aveva un po' ragione»

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L'attaccante argentino si racconta a So Foot: «Decidere di lasciare il Napoli non fu facile, ma ne sono fiero e felice»

ROMA - Gonzalo Higuain si racconta in una lunghissima intervista a "So Foot" in cui ripercorre le tappe della sua carriera: il suo ruolo in campo, le origini francesi, le frasi di Cristiano Ronaldo e Buffon, il suo clamoroso passaggio dal Napoli alla Juventus nell'estate del 2016. Su quest'ultimo aspetto il Pipita - definito "uno dei più grandi attaccanti della sua generazione" - conferma la soddisfazione nell'aver scelto la svolta: «Non è stata una decisione facile, ma ne sono fiero e felice visto che poi ho disputato una finale di Champions. Le contestazioni? Un fischio lo senti anche tra dieci che applaudono. Meglio essere preparati mentalmente, altrimenti puoi cadere da molto in alto. I fischi però sono una sorta di elogio del tifoso che in fondo non chiede che applaudirti per un gol. Sarri? Disse che ero pigro perché voleva segnassi come Messi e Ronaldo. Aveva un po' ragione. Dopo infatti ho fatto 36 gol. ».

LE PAROLE DI BUFFON - Higuain  rievoca un aneddoto che lo lega a Buffon: «Dopo una vittoria a Udine in cui rimasi a secco, mi diede i brividi: disse che incarnavo lo spirito Juve e che avrebbe chiesto ad Allegri di mostrare la mia partita per una settimana alla squadra. Complimenti di uno come lui mi rendono doppiamente felice. Critiche ed elogi li ascolto se provengono da chi conosce il calcio. I miei nuovi compagni? Se non gioco bene, capita che me lo facciano notare, ma per farmi sentire importante. Le loro critiche mi hanno migliorato. Ho voluto provare che su di me non si sbagliavano».

RONALDO & RONALDO - Nella sua chiacchierata il Pipita parla dei due Ronaldo: «Non è una questione di paese, nè una questione di generazione: è impossibile dire non è stato il più forte del mondo. Ho sempre avuto un debole per lui. Cristiano? Ha detto una grande verità: nel calcio i nemici ti rendono migliore, non perché ti mostrano che sbagli, ma perché le loro critiche sono destinate ai più forti».

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