Juventus, Buffon a Piqué: «Ritiro? Non voglio fare brutte figure»

Il portiere, intervistato dal difensore del Barcellona per The Players' Tribune, parla del momento in cui dirà basta. Probabilmente già domani dopo la conferenza stampa annunciata a Vinovo

TORINO - Il ritiro lo spaventa ma se resterà in campo lo farà per poter vestire i panni di SuperGigi fino alla fine. Alla vigilia della conferenza stampa in cui farà luce sul proprio futuro, Buffon si racconta in un'intervista concessa a Gerard Piqué per "The Players' Tribune". L'intervista, anche se pubblicata oggi, non sembra recentissima visto il passaggio in cui dice che "fra un paio di mesi parlerò col presidente" a proposito del suo futuro, ma quanto emerge lascia pensare che il portiere e capitano della Juventus si appresti ad appendere i guantoni al chiodo. Quando Piqué gli chiede se bisogna aspettarsi Buffon in campo per altri due anni, il diretto interessato replica: "Nessuna sorpresa. Penso che alla mia età devi valutare la situazione di mese in mese, una settimana alla volta. Perché è importante per un atleta che ha sempre giocato al top fare il proprio meglio, lottare per essere il migliore, per rimanere al vertice. Devi stare fisicamente bene perché non vuoi fare brutte figure solo per una questione di orgoglio. Sono Buffon e voglio esserlo fino all'ultimo minuto. Quando non lo sarò più, me ne andrò"

IL RITIRO - Dall'altro lato quello che c'è al di là del rettangolo di gioco lo spaventa. "Sarei disonesto se dicessi che non ho paura del ritiro. Ma in fondo sono calmo e mi sento in pace e il giorno in cui smetterò troverò un modo per non annoiarmi e tenermi impegnato. L'unico problema è che la mia vita è stata organizzata per 23 anni, ogni mattina avevo la mia tabella ma quando hai davanti 24 ore senza fare niente, ecco, quello potrebbe essere un problema". E dopo il ritiro? "Mi piacerebbe fare un corso per diventare dirigente o allenatore e poi scegliere senza fretta", afferma ancora Buffon, che nella lunga chiacchierata col difensore del Barcellona confessa anche: "Mi sarebbe piaciuto giocare all'estero, mi piace essere circondato da persone diverse, altri stili di vita, altri modi di pensare. Ma mi sento molto italiano, so che l'Italia ha i suoi limiti ma mi piace. E dal punto di vista sportivo, non volevo e ancora non voglio andare via dall'Italia se non devo".

LA NAZIONALE - Buffon si sofferma anche sulla situazione del calcio italiano. "Non riesco a credere che l'Italia non produca talenti come prima. Quando sono arrivato in Nazionale c'erano Baggio, Del Piero, Totti, Inzaghi, Montella, Vieri, grandi giocatori di talento. Negli ultimi 10 anni l'Italia ha avuto una buona squadra ma senza quei giocatori di classe a cui eravamo abituati è difficile ottenere risultati. L'orgoglio e il senso di appartenenza sono migliorati negli ultimi dieci anni, ai Mondiali abbiamo fatto male ma siamo arrivati in finale agli Europei del 2012 e abbiamo fatto bella figura nel 2016. Il nostro orgoglio ci ha aiutato a fare più di quanto potessimo sperare". Secondo il capitano della Nazionale, "il problema non è la competitivita' della serie A. Magari siamo un gradino sotto la Premier o la Liga ma se continui a produrre bravi giocatori, andranno a giocare per il Psg o per il Real e la Nazionale si mantiene a un livello alto.Ma a parte Verratti che gioca per il Psg, non abbiamo calciatori, eccetto che alla Juve, che militano in grandi squadre europee, è questo il problema".

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LE MIGLIORI PARATE DI BUFFON PARTE 2ª

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