Napoli, mago Insigne apre lo show

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Personalità da leader e colpi da artista: dopo aver firmato il pareggio dell’Italia a Wembley l’attaccante rilancia la sfida alla Juve per il titolo

NAPOLI - Era partito per la Nazionale carico di aspettative e voglia di riscatto, torna a Napoli senza disagi, determinato, carico, immaginando concretamente quello che c’è da fare fin da subito: «Sono sereno. Sono pronto per un gran finale di stagione. Ora conta solo una casa: giocare bene e vincere a Sassuolo!». Lorenzo Insigne ha in sé la Voglia di una città, la sua, che ha seguito il suo ritorno in Nazionale, insieme a Jorginho, tra orgoglio e timore. Questa fase della stagione decisiva ha bisogno più che mai di lui. Che è riuscito a fare la cosa giustissima quando pareva non ci fosse più tempo. Lì, a Wembley.

RIGORE - Più o meno dalla stessa posizione poi fatale per Chiesa, solo qualche minuto prima, Insigne aveva cercato il tocco del possibile 1-1. Una di quelle percussioni che stanno facendo la gioia del Napoli. Lì, nel tempio inglese, invece si era poi vista un’altra scena: l’attaccante che rallenta la corsa, alzando la testa, passandosi le meni sui capelli, in segno di disappunto. Sembrava l’ultima possibilità per l’Italia di riagguantare l’Inghilterra. Invece il dio del pallone stavolta si è ricordato di lui e degli azzurri, ha messo in mezzo il var, intervenuto per rilevare il fallo di Tarkowski sull’ala viola, e Insigne è andato sul dischetto, glaciale, calciando sicuro il pallone del pareggio. Un gol che vale molto anche per lui. Non poteva essere che il rapporto tra Insigne e la Nazionale restasse in fondo sempre un po’ tormentato (23 presenze, 4 gol, in cinque anni e mezzo esprimono il concetto), fino alla panchina di San Siro mentre l’Italia usciva da Russia 2018. In questa parentesi azzurra c’era stato l’errore incredibile contro l’Argentina a inizio secondo tempo (sullo 0-0) a lasciare interdetti. Il riscatto è arrivato con l’Inghilterra. Un risultato importante, secondo Insigne: «Dopo la batosta con la Svezia dovevamo ripartire. Mister Di Biagio ci ha spiegato le sue idee, noi abbiamo cercato di metterle in pratica. Certo, in due giorni è difficile imparare a memoria certi meccanismi ma, da professionisti, ci abbiamo provato, dando tutto fino all’ultimo, e ci siamo riusciti».

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