Malcuit, un terzino per caso cresciuto con i video di Sheva e Ronaldo

© Bartoletti

Nasce attaccante e non voleva giocare dietro. Faceva impazzire Bielsa

NAPOLI - Disse di lui Marcelo Bielsa, un anno fa, ai tempi del Lille: «È un giocatore speciale, un terzino esplosivo». Parlava di Kévin Malcuit e lo stava proteggendo, mediaticamente, attribuendo a «motivi fisici» una lunga serie di assenze culminate con l'esclusione dal match col Marsiglia. Per Malcuit, che non vedeva l'ora di conoscerlo, lavorare con lui, con el Loco, era «come essere al servizio militare» per l'intensità fisica degli allenamenti. Sono appunti disordinati di un esterno casualmente terzino, inizialmente attaccante, perennemente di corsa, sulla fascia destra, frenando velocità e ambizioni, assecondando l'esigenza del calcio moderno che richiede a tutti di saper far tutto, oltre ogni indole.

ERA UN ATTACCANTE - L'esuberante Malcuit (27 anni) nasce attaccante, trascorre le ore divorando filmati di Shevchenko e Ronaldo, sogna d'emularli o anche solo di avvicinarsi a quel talento che a lui non manca. Il 2012 è l'anno della svolta, di una scossa (anche emotiva) che colpisce Kévin, capelli più ordinati degli attuali ricci biondi e solito carattere vivace. Michel Estevan è l'allenatore del Fréjus St-Raphaël ed anche il primo ad accorgersi di quel potenziale futuro da terzino, data la grande capacità di spinta. Un cambio di ruolo che Malcuit rifiuta, svolge con diffidenza, dal quale intende liberarsi presto. Oggi ancora gli appartiene.

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CAMBIANO GLI IDOLI - Pochi mesi per assimilare quell'intuitiva scelta, diversi anni per rendersi conto che la rinascita da terzino è un'intuizione vincente, una geniale idea. Cambiano anche gli idoli: Dani Alves, Lahm e Marcelo. 

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