Hamsik: «Se vinciamo lo scudetto lascio la fascia a Insigne»

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Il capitano del Napoli ha presentato la propria biografia: «Io regista? Ancelotti ha sempre voluto così»

NAPOLI - «I tre momenti più belli della mia carriera in azzurro? Sicuramente il mio arrivo a Napoli, quando non sapevo cosa mi aspettava e invece questa città mi ha saputo conquistare con l'affetto e il calore dei tifosi. Poi direi la prima vittoria della Coppa Italia festeggiata con l'abbraccio della città e infine forse il record di gol di Maradona battuto lo scorso anno». Hamsik a ruota libera. L’occasione è stata quella della presentazione della sua biografia (‘Marekiaro’, ndr) a Castel Volturno: il capitano ha parlato di tutto, dal rapporto con Ancelotti al futuro. «Napoli mi ha sempre dato tanto amore, i tifosi mi vogliono bene. Non capita a tutti e sono orgoglioso di questo rapporto tra me e la città. L’allenatore? Ancelotti già con la prima telefonata mi voleva davanti la difesa – ha detto lo slovacco -. Ci sto lavorando e speriamo sempre di migliorare». Nella prossima sfida di campionato ci sarà la Fiorentina e la testa non può che tornare alla partita dello scorso anno, persa al Franchi per 3-0: «Sono rimasto senza parole, ti cade tutto addosso. Ma questo capita nella vita, bisogna dimenticare tutto il più velocemente possibile perché ti aspetta un’altra battaglia. Il sogno è sempre lo stesso, lo merita la città».

FASCIA A INSIGNE - «È un bel gruppo, possiamo fare davvero tanto. Il capitano del futuro? Spero Insigne, è un napoletano ed è un simbolo del Napoli. Sarebbe bello. Bruscolotti per lo scudetto lasciò la fascia di capitano a Maradona, ma noi non abbiamo Maradona purtroppo (ride, ndr). Abbiamo giocatori forti, ma non Diego. Se Insigne me lo assicurasse al 100% gliela darei (ride, ndr). Finire la carriera qui? Può essere, non posso dirlo con certezza ma ne sarei sicuramente fiero».

CORI RAZZISTI – Hamsik ha anche detto la sua sui cori contro la città di Napoli e i napoletani: «Non li capirò mai perché fanno male e sono inutili. Non viene presa di mira soltanto la città, ma anche qualche mio compagno».

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