Roma, basta con gli esperimenti: Di Francesco blinda il 4-3-3

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Saranno utilizzati i giocatori più funzionali al modulo, anche rinunciando a qualche big

ROMA - Se una certezza è emersa dalla stramba amichevole di Benevento, è il piano sul sistema di gioco: Eusebio Di Francesco, in panchina con gli occhiali scuri in attesa dell’intervento chirurgico che ha dovuto sostenere ieri, ha deciso di tornare al 4-3- 3, nella speranza di inserire velocemente Pastore nel contesto. Non è detto che ci riesca, almeno nel breve periodo, ma dopo tanti cambiamenti di modulo - sette nelle prime tre partite - Di Francesco si è reso conto di non avere più il tempo di sperimentare. Perché la Roma si sta per avventurare in un periodo che, tra Italia ed Europa, può già indirizzare in modo sostanziale la stagione.

ALLENATO - Meglio allora riprendere il filo del campionato con le conoscenze più approfondite. Durante l’estate, nella stragrande maggioranza degli allenamenti, Di Francesco ha lavorato sugli automatismi del 4-3-3 e poco altro. Ha cambiato qualcosa nei secondi tempi delle amichevoli e durante qualche esercitazione tattica tenuta segreta. Ma nel complesso ha sempre insistito sulle consuete coppie di ruoli per spiegare i movimenti ai nuovi e rinfrescare la memoria ai vecchi. A questo punto, è bene trasferire una sensazione di solidità. Dopo gli errori autodenunciati a Milano, costati almeno il primo tempo e un paio di sostituzioni che forse sarebbero servite nel finale per mantenere lucidità, Di Francesco non adatterà la sua mentalità ai giocatori che gli ha messo a disposizione Monchi. Tenterà invece di utilizzare quelli più funzionali, a costo di rinunciare ai pezzi grossi: Pastore ad esempio potrebbe giocare contro il Chievo per poi finire in panchina contro il Real Madrid. E lo stesso accadrà a uno fra De Rossi e Nzonzi, che a San Siro hanno dimostrato di non essere proprio adatti alla convivenza. Almeno per ora.

ALTERNANZA - In questo percorso l’allenatore verrà aiutato dalle tante partite, che attireranno l’attenzione mediatica sui risultati e anestetizzeranno i musi lunghi. Come si dice in queste situazioni, ci sarà spazio per tutti: purché calati nello spartito del 4-3-3, a cui il devoto Di Francesco chiede soccorso nel momento del bisogno.

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