Jules Keita, prima doppietta in Ligue 1

Ala sinistra, 20 anni, guineano, è la sorpresa del Dijon, primo in classifica dopo tre giornate insieme con il Paris Saint Germain. E' stato il protagonista del 4-0 al Nizza, allenato da Vieira e in attesa di riabbracciare Balotelli, che ha appena finito di scontare tre turni di squalifica.

 

ROMA - Qualche giorno fa, sul suo profilo Instagram, Mario Balotelli ha postato un video mentre palleggiava con una pigna nel parcheggio del centro sportivo del Nizza: immagini rimbalzate in pochi minuti da un angolo all’altro del web. Patrick Vieira, il nuovo allenatore, sta contando le ore che dividono l’attaccante dal suo rientro. Aveva rischiato di perderlo, in estate, ma la trattativa con l’Olympique Marsiglia di Rudi Garcia ha fatto registrare tensioni e frenate, in attesa di naufragare. Una benedizione per Vieira, che aspetta Super Mario per provare a riaccendere una squadra che si è smarrita: solo un punto nelle prime tre giornate e i fischi di sabato in coda alla clamorosa sconfitta per 4-0 contro il Dijon in casa, all’Allianz Riviera. 
LA SCELTA - Balotelli ha deciso di proseguire l’avventura nel Nizza: terza stagione in Costa Azzurra, 33 gol in Ligue 1, la stima e l’affetto del ct Roberto Mancini. Ha appena finito di scontare tre turni di squalifica per gli insulti all’arbitro Antony Gautier nella gara con l’Olympique Marsiglia (6 maggio): scena ripresa dalle telecamere nel sottopassaggio dello stadio Velodrome. Da venerdì sera, a Lione, tornerà in pista per aiutare Vieira, ex mediano di Milan, Juve e Inter, chiamato dal Nizza all’inizio di luglio per sostituire Lucien Favre, ingaggiato dal Borussia Dortmund. Il francese è al suo primo esame in panchina di un certo spessore: ha allenato prima la squadra B del Manchester City e poi il New York City. L’impatto con la Ligue 1 è stato traumatico: un pari sul campo del Caen, solo un gol segnato e sei subiti. «Per fortuna, Mario non è andato via», ha detto Vieira, che ha lottato per convincere il centravanti a non traslocare da Garcia.
IL DIJON - Il Nizza aspetta Balotelli, mentre il Dijon può affacciarsi dal balcone della Ligue 1 con la soddisfazione di un primo posto da condividere con il Paris Saint Germain dello sceicco. Promosso nel 2016 e allenato da cinque stagioni da Olivier Dall’Oglio (origini italiane e il 4-4-2 come indirizzo tattico), il Dijon ha un organico di 25 giocatori che in blocco hanno una valutazione di 53 milioni. Il traguardo? Salvarsi senza ansie, proprio come avvenuto nello scorso campionato, quando il Dijon si è piazzato all’undicesimo posto con 48 punti. 
LA SORPRESA - Emozioni e divertimento, ma anche l’ambizione di valorizzare qualche talento come Jules Keita, vent’anni, ala sinistra, magie e cambi di marcia. Keita è un’intuizione del dirigente del Dijon, Loïc Chalier, pronto a scoprirlo nel Bastia B e a ingaggiarlo in estate da svincolato. Contro il Nizza ha giocato 24 minuti, ha messo il timbro su due gol, ha tenuto sulle spine il brasiliano Dante, ha chiuso il cerchio di una partita da manuale. E’ nato in Guinea, a Conakry, il 20 luglio del 1998, è alto un metro e 68, ha partecipato al Mondiale Under 20, ha firmato con il club del presidente Olivier Delcourt  fino al 2021. Ha cominciato la carriera in Guinea nell’Atouga e il calcio era nel suo dna, nel suo destino: il suo papà, Mamadou Aliou, venuto a mancare nel 2004, era arrivato a giocare anche in nazionale.  E’ un gioiello ancora grezzo. «Il mio punto forte è la velocità». Esplosivo nei primi metri, nonostante il suo peso piuma (59 chili). Il suo modello è Neymar: «Voglio diventare un ottimo giocatore della Ligue 1», ha sottolineato nelle sue prime interviste. La doppietta al Nizza è il suo biglietto da visita.

 

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