Matias Pellegrini, la scommessa di Veron

E' un'ala sinistra, gioca nell'Estudiantes, ha 18 anni e ha segnato due gol nelle prime quattro giornate della Superliga argentina. Ha firmato un contratto fino al 2020 con una clausola da venti milioni di dollari

ROMA - Ha la faccia da studente, gira con lo zaino sulle spalle, gli pronosticano in tanti un futuro d’oro e gli riconoscono valori da potenziale asso. Dai banchi di scuola agli applausi ricevuti con la maglia dell’Estudiantes: Matias Pellegrini ha diciotto anni, è un’ala sinistra, ricama dribbling, è l’ultima scoperta di Juan Sebastian Veron, ex Samp e Parma, ex Lazio e Inter, una lunga storia italiana scandita da trofei e foto in prima pagina. Colpisce per la ricchezza, per la varietà del repertorio, per lo stile, per la capacità di sgommare sulla fascia e disorientare i terzini con le sue finte. Il calcio può diventare il suo palcoscenico. Quattro partite e due gol in 286 minuti nella nuova Superliga argentina. Ha mandato al tappeto il Boca Juniors di Carlitos Tevez (2-0) e domenica notte si è inventato un’altra perla nella sfida con l’Independiente (2-2). 

IL CONTRATTO - Veron lo coccola, lo tratta come un fratello, il primo agosto - negli uffici dell’Estudiantes - gli ha fatto firmare un contratto fino al 30 giugno del 2020 inserendo una clausola da venti milioni di dollari. Matias Pellegrini è mancino, rapido, spigliato, ha le risorse e l’autostima per provare in campo a nascondere il pallone come un prestigiatore. Giovanissimo, ma con una maturità - nei comportamenti - che gli ha permesso di imporsi a livello professionistico e negli schemi di Leandro “Chino” Benitez, il tecnico di un Estudiantes con una rosa composta da ventisei argentini su ventisette: l’unico straniero è l’ecuadoriano Jacob Murillo. 

L’UNDER 20 - Matias Pellegrini indossa la maglia numero 8, è alto un metro e 76, è stato appena convocato nella nazionale under 20 da Lionel Scaloni, scelto dalla federazione anche come ct ad interim dell’Argentina dopo il Mondiale il divorzio con Jorge Sampaoli. Pellegrini è nato a Magdalena, quasi undicimila abitanti, in provincia di Buenos Aires, l’11 marzo del 2000: ha scalato le gerarchie, è diventato titolare nel 4-3-3 di Leandro Benitez, completando un tridente formato da altri due giovani come il centravanti Francisco Apaolaza (classe 1997) e Carlo Lattanzio (1997). 

IL PULLMAN - I dirigenti lo hanno notato da bambino quando giocava nel Crim: è stato tesserato senza altri provini. Ha continuato ad abitare con la famiglia a Magdalena, abituandosi a fare tre ore di pullman al giorno per andare al campo e tornare a casa. Leandro Benitez lo ha visto crescere, è stato il suo allenatore anche a livello giovanile. Il suo idolo gioca nel Barcellona: è Leo Messi, che Pellegrini ha avuto modo di conoscere nel centro sportivo della federazione. E’ sempre stato tifoso dell’Estudiantes: nelle sue interviste non ha mai nascosto la sua stima per José Sosa (ex Napoli e Milan, ora al Trabzonspor) e Joaquin Correa (passato in estate dal Siviglia alla Lazio). E’ stato il capitano della nazionale Under 17 con il selezionatore Miguel Micó.

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