Le avventure di un Hooligan tedesco, l'epopea di Federer e l'autobiografia della Sharapova

La vita ai margini di un hooligan di Hannover, tra risse e bevute; il bel libro di Semeraro su Federer e l'autobiografia della campionessa russa

Di libri su Hooligans e dintorni è ricca la pubblicistica anglosassone, dalla splendida trilogia di John King ai racconti sulle imprese dei facinorosi tifosi del Millwall o del West Ham. Questo è invece un romanzo che arriva dalla Germania del Nord, dalla grigia Hannover, dove vive il nostro protagonista, Heiko Kolbe, che abbandonata la scuola vive nella catapecchia di un certo Armin, un tipaccio che organizza incontri clandestini tra animali. Non c’è prospettiva di futuro o spazio per l’amore, nella vita di Heiko, la cui unica ragione di vita sembra essere rappresentata dagli scontri con le tifoserie di altre città, organizzati da suo zio. Ci si vede in uno spazio fissato in precedenza, fuori città naturalmente, e si fa selvaggiamente a botte, unico divieto è l’uso delle armi. Come ogni Hooligan, Heiko tifa per la squadra della sua città, ma allo stadio si fa vedere raramente; troppi controlli, troppa polizia, troppo distante soprattutto la nuova Bundesliga dalla sua idea di calcio. Tra padri alcolici, madri che scappano, teste rasate e palestre per gonfiarsi di muscoli, pinte di birra e tanta, troppa droga, un romanzo crudo, senza possibilità di redenzione.
HOOL, di Philipp Winkler; edizioni 66THA2ND, 285 pagine, 18 euro.

Due titani della racchetta a confronto: su Roger Fereder si è misurato questa volta il nostro Semeraro, che scrive e conosce il tennis come pochi. Stefano segue questo sport da più di quarant’anni, prima come tifoso (ricorda di essere stato presente, all’ormai scomparso torneo di Bologna, alla vittoria di Vincenzo Franchitti su un certo Bjorn Borg, anno 1975) e poi come inviato sui courts - beato lui - di tutto il mondo. In questo dettagliatissimo volume racconta l’epopea del campione svizzero, da giovane talentuosissimo ma nervoso spaccaracchette a campione capace di vincere venti titoli dello Slam, diventato soprattutto un esempio senza tempo, con la sua letale eleganza così lontana dal muscoloso tennis moderno. Dai sacri prati di Londra alle Olimpiadi multicolori, rievoca l’ammirazione degli appassionati all’apparire nei grandi tornei di un Federer che ancora portava la fascia in testa e la coda di cavallo, la sua vittoria contro Sampras nel 2001 a Wimbledon, che sembrò davvero chiudere un’era e aprirne un’altra, e poi le sue sfide infinite con i vari Agassi, Roddick, Nadal, Djokovic. I trionfi, i record, le interviste - al protagonista e agli altri grandi personaggi del tennis mondiale - le curiosità che circondano l’uomo Federer, anche una ricca parte statistica, curata da Luca Marianantoni. Gianni Clerici ha chiuso così la sua prefazione al libro: «Ora anch’io, passate almeno mille ore ad ammirare Federer, lo conosco meglio dopo queste pagine». Come morale finale alla sua fatica, non crediamo che Semeraro potesse chiedere di più. 

«Penso solo a giocare. Finché ce la faccio. Al massimo delle mie possibilità. Finché non buttano giù le reti. Finché non mi bruciano le racchette. Finché non mi fermano. E voglio vedere chi ci prova». Così si chiude l’autobiografia di Maria Sharapova, un inno alla determinazione e alla volontà ferrea di raggiungere gli obiettivi prefissati. Come descrivere d’altra parte la vita di una ragazzina che vive a pochi chilometri di Chernobyl - da cui fugge dopo l’esplosione di un reattore della Centrale nucleare - che a 4 anni comincia a giocare a tennis, a 6 viene notata da una certa Martina Navratilova, tanto che il padre decide di trasferirsi in America, con pochi soldi in tasca, senza sapere neppure come raggiungere l’accademia di Rick Macci a Boca Raton, in Florida, e poi a 17 vince a Wimbledon? Quella ragazza - che quando vide la prima volta le sorelle Williams non volle nemmeno andare a stringere loro la mano, troppo impegnata a pensare come batterle - è diventata in pochi anni una macchina da guerra tennistica, che la vicenda del doping al Meldonium ha solo
frenata, rendendola anzi - se possibile - anche più velenosa. I cinque titoli dello Slam, e poi Nick Bollettieri, gli allenamenti durissimi, i rapporti (difficili) con le rivali, i fidanzati… Alcune parti meno conosciute sono davvero gustose, dalla cotta per Ferrero alla Strycova che le ruba un fidanzato (per la cronaca il tedesco Petzschner), dalla Errani che - un’ora prima della loro finale al Roland Garros - vede divorare un Mars al ciccolato, alle lacrime di Serena Williams dopo la sconfitta che Masha le ha inflitto a Wimbledon (pagine che l’americana non ha gradito per nulla). Un racconto di formazione, contro tutti e tutti.
IL CODICE FEDERER, di Stefano Semeraro, edizioni Pendragon, 333 pagine, 18 euro.
INARRESTABILE, la mia vita fin qui; di Maria Sharapova, Einaudi Stile Libero Extra, 273 pagine, 18,50 euro

Articoli correlati

Hot Video

Tutti i video

 

Commenti

Dalla home

Vai alla home