Honda CB 300 R, prime emozioni

Perfetta per iniziare, facile e performante il giusto. Il test della naked intermedia della gamma “neo sports café” della Casa giapponese  

ROMA - La prima “moto vera” non si scorda mai. Un’incubatrice di passione all’interno della quale far maturare le proprie attitudini di guida e che deve possedere caratteristiche ben precise: facilità, per non mettere in crisi durante l’apprendistato, ma allo stesso tempo, prestazioni sufficienti a divertirsi, oltre ad adeguate doti ciclistiche. Un identikit a cui corrisponde la Honda CB300R, novità della Casa giapponese che completa la gamma “Neo Sports Café” affiancando in listino CB1000R e CB125R. Una famiglia di naked che si contraddistingue per il linguaggio stilistico inedito, in grado di coniugare sportività ed eleganza, linee senza tempo e particolari tech. Abbiamo provato la nuova CB300R durante un’intensa giornata in sella, tra tangenziali, traffico cittadino, strade panoramiche e piacevoli curve nel verde. Lo scenario perfetto per valutare le doti dinamiche di questo mezzo, che si candida a compagno ideale sulle strade di tutti i giorni e per le prime scorribande nel week-end.

LOOK DA GRANDE - Gran parte della componentistica, la CB300R la eredita direttamente dalla sorellina 125, per rimanere leggera e spigliata ma allo stesso tempo, grazie al propulsore di cubatura maggiore, acquisire un rapporto potenza/peso ben più favorevole. Il look, invece, chiama in causa direttamente la CB1000R: stile minimal ma curato, eleganza, un piacevole accento di sportività e particolari azzeccati come il bel faro tondo, le luci full LED e i fianchetti a contrasto in alluminio spazzolato. 
In sella ci si sente subito a proprio agio, una moto leggera - il peso è di appena 143 kg col pieno di benzina - compatta ma non piccola (sembra quasi di cilindrata maggiore), complessivamente adatta a piloti di tutte le taglie. La seduta è alta il giusto e non si fatica a piantare bene i piedi a terra in manovra. Una caratteristica, che si apprezza molto in città, dove questa naked, grazie anche all’elevata manovrabilità, può sostituire senza problemi lo scooter nel day by day: una piccola moto, che sguiscia via nel traffico, tra le auto in coda, come un’anguilla.

INIZIARE SENZA PENSIERI - Per capire un mezzo come questo occorre prima di tutto calarsi nei panni di chi è agli inizi. Il monocilindrico da 286 cm3 esprime una potenza massima di 31,4 CV a 8.500 giri/min e un picco di coppia pari a 27,9 Nm a 7.500 giri/min. Non sono numeri da “strappabraccia” ma è quanto basta per cominciare a divertirsi senza mettere in apprensione. Per offrire il meglio di sé, il motore va fatto girare in alto... spremerlo come un limone, tirando le marce, fino in fondo, tra una piega e l’altra, regala un gran divertimento. 

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LA CICLISTICA CONVINCE - La ciclistica è piuttosto semplice e razionale ma lavora bene. Il telaio è un classico tubolare in acciaio dotato di rinforzi nelle zone più sollecitate; e anche il forcellone offre spessori differenti, alla ricerca del giusto compromesso tra resistenza e peso. Le sospensioni sfruttano all’anteriore una forcella a steli rovesciati da 41mm, mentre dietro lavora un mono-ammortizzatore regolabile nel precarico. La loro resa è convincente: tarate sul rigido, accettano senza troppi problemi qualche “maltrattamento” quando si esagera con la guida aggressiva, ma allo stesso tempo copiano correttamente le imperfezioni del manto stradale. La frenata, affidata ad un disco flottante a margherita da 296 mm con pinza a quattro pistoncini ad attacco radiale, e ad un disco singolo dietro da 220 mm, è risultata giusta per il tipo di mezzo, modulabile e con un “mordente” adeguato. Ben tarato, infine, l’ABS a due canali, gestito da una piccola ed efficiente piattaforma inerziale IMU.  

CURVE DA "PENNELLARE" - Da un punto di vista dinamico, per la massima efficacia su un bel percorso guidato, questa moto va lasciata “correre” in curva, senza forzare la staccata o andare alla ricerca di inutili spigoli. In altre parole, qui paga la classica “pennellata” con traiettorie pulite. Per essere una naked, poi, e per di più di categoria "entry level", ottima la stabilità sul veloce: zero ondeggiamenti e soprattutto traiettorie solide anche affrontando lunghi curvoni a gas spalancato. Buono il comfort di marcia: si fanno chilometri senza stancarsi, nonostante qualche vibrazione di troppo (soprattutto in zona pedane) intorno ai 6.000 giri. I consumi, infine, difficilmente scendono sotto quota 30 km/l.

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TANTA QUALITA', PREZZO INTERESSANTE - In conclusione, una moto curata, solida, con una dotazione tecnica completa e un’estetica azzeccata. Un mezzo che punta dritto al cuore di chi cerca facilità, divertimento, ma anche poco impegno sul fronte dei costi per il proprio apprendistato motociclistico. A darle battaglia in listino, sarà soprattutto la BMW G 310 R, ma anche KTM Duke 390 e Yamaha MT03 sono concorrenti temibili (sebbene con caratteristiche un po’ differenti). Rispetto alle avversarie, la CB300R si distingue sicuramente per l’interessante rapporto qualità/prezzo. È lei, infatti, a vantare il costo più basso: 5.090 euro, la cifra necessaria per portarsela a casa. Due, infine, le colorazioni disponibili: grigio e rosso, entrambe su base nera.

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