Onda lunga Dieselgate, indagato il numero uno Audi

All'amministratore delegato del marchio è stato contestato il reato di "frode" e di aver contribuito "all'emissione di certificati falsi"

ROMA - Sono state perquisite le abitazioni private e gli uffici personali dell'amministratore delegato di Audi, Rupert Stadler, e di un altro membro del cda della casa automobilistica perchè sono tra gli indagati nell'ambito dell'inchiesta sul Dieselgate.

Lo ha reso noto la procura di Monaco, spiegando che a entrambi gli uomini viene contestato il reato di "frode" e di aver contribuito "all'emissione di certificati falsi". Un portavoce del marchio ha riferito all'agenzia Afp che "Audi collabora con le autorità". L'Agenzia federale dell'automobile Kba ha ordinato la scorsa settimana il richiamo di circa 60.000 Audi A6 e A7 dopo la scoperta di un "software illegale" in grado di distorcere i livelli di emissione di gas inquinanti. Nel corso dell'indagine i tribunali tedeschi avevano già fatto irruzione nelle case e nei luoghi di lavoro dei dipendenti Audi in Germania a febbraio, marzo e aprile, compresa la sede centrale di Audi a Ingoldstadt.

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