Rallye Monte-Carlo, vittoria storica per Citroen

Una vittoria inseguita un anno: ecco il racconto dell'intero Rallye passato nel parco assistenza assieme al team del Double Chevron

GAP. Un anno fa era un sogno, un obiettivo da inseguire col cuore e con la passione per completare un patrimonio enorme (e storico) di conoscenza e tecnologia. Un progetto da sviluppare in… corsa,  attraverso cambiamenti, ritocchi, scelte magari difficili e delicate. Pochi mesi fa, al debutto della stagione, era il primo obiettivo del 2019 e ora, dopo il Rallye di Montecarlo, storia e leggenda che affascinano la gente anche nell’era moderna, è già festa in casa Citroen perché il sogno si è tramutato in realtà. Cento di questi giorni, recita un proverbio, facile e banale quanto reale: 100 anni di storia del marchio sono stati celebrati nel migliore dei modi con la vittoria numero 100 nel Mondiale Rally. La firma sull’albo d’oro è quella di Sebastien Ogier, l’orgoglio di Gap, la città che ha ospitato il quartier generale del “Monte” prima della passerella finale monegasca. Ogier ha così raggiunto Sebastien Loeb (suo predecessore alla guida di C3 WRC) nell’albo d’oro delle vittorie al Montecarlo, sette a testa. Una vittoria voluta, sofferta, sudata come dimostra il distacco più piccolo della storia di questa corsa (2”2 su Neuville), ma anche la conferma della validità di scelte e cambiamenti di cui avevamo accennato, sintesi della sfida lanciata da Pierre Budar, dal 2018 il direttore responsabile di Citroen Racing, ingegnere, ex pilota, un fedelissimo (è al PSA Group dal 1989) definito dai francesi il “direttore d’orchestra dei Rouges”.

Poco alla volta lui ha cambiato volto alla squadra, ha chiesto ai componenti del team non solo competenza, ma anche "Passione, dedizione, morale positivo, entusiasmo. Adesso abbiamo gente fortemente motivata, un team di alto livello che ha lavorato molto lo scorso anno per raggiungere alti obiettivi. Sono molto contento dello sviluppo dell’auto, ma sono i risultati a parlare e non le mie sensazioni. Il primo appuntamento ci ha regalato felicità e quel risultato storico per cui abbiamo lavorato, ma la stagione è lunga, bisogna tenere alta l’attenzione perché il nostro impegno è di provare a vincere il Mondiale".

DODICI MESI DI LAVORO

Com’è diversa l’atmosfera a un anno di distanza, prima ancor della vittoria si coglie un atteggiamento diverso all’interno di Citroen Racing. Cosa è cambiato?

"Un anno fa - spiega Budar - eravamo alla scoperta di tutto, dovevo capire cosa funzionasse e cosa ci fosse da cambiare. Dodici mesi per ricostruire la nostra equipe. Abbiamo investito, effettuato training in ogni direzione, per lo sviluppo e l’innovazione, lavorando su motivazioni e responsabilità. Abbiamo proposto idee intelligenti per sfruttare l’esperienza e le capacità. Siamo su una buona strada".

 IL DISTACCO DA LOEB

Citroen era legata a Loeb, e una delle scelte delicate di Pierre Budar è stata proprio quella di scegliere i piloti per il 2019. Quello con Loeb sembrava un binomio indissolubile, invece…

"Quella tra Citroen e Loeb è stata una … bella storia. Ma evidentemente aveva altri obiettivi, noi gli abbiamo fatto una proposta ma non era nei suoi programmi".

Rimpianti, tensioni, freddezza? Andrebbe a cena insieme?

"No, niente di tutto questo, rispetto. A cena… mah, perché non dovrei?".  

 LA SCELTA DI OGIER

Da Loeb a Ogier, due personaggi che dividono il tifo francese. Sebastien Ogier, sei volte campione del mondo, corre con Julien Ingrassia una “douple” che si frequenta dal 2009…"Il primo segnale all’annuncio del suo ingaggio è che tutti hanno risposto con entusiasmo. Con Ogier non ci sono stati problemi, l’intesa è nata subito e ci siamo capiti, c’è stata sintonia con il Team e una visione comune con l’equipe tecnica. Ogier è molto intelligente, ha una grande esperienza, è una persona davvero interessante con cui si può parlare di tutto… E’ un personaggio straordinario, in più conosce bene questo mondo rallystico. Nel 2009 aveva vinto il suo primo Montecarlo con la Peugeot 207… ".

 ALLA SCOPERTA DI LAPPI

Esapekka Lappi, il pilota finlandese della seconda Citroen WRC (in coppia con Janne Ferm), ha 27 anni ma volendo è un po un… “bimbo” in confronto ai marpioni dei rallyes. "Si è vero, ha soltanto 27 anni, è molto giovane di età ma non di testa e di atteggiamento: dimostra maturità come uno dei più vecchi. Ha due bambini, ha la responsabilità di un padre e si vede".

 COME FUNZIONA IL TEAM

Dicevamo di un’atmosfera elettrizzante all’interno del Team nel parco di assistenza di Gap. Rapidità, concentrazione, competenza, un altissimo livello di professionalità. Sembra un balletto in spazi ristretti, le anime si fondono mentre i corpi si sfiorano attorno alle Citroen C3 WRC. 

"Le prove del campionato del mondo Rally WRC hanno un approccio specifico, richiedono alle vetture un’altissima versatilità perché si svolgono su ogni tipo di superficie, ad ogni quota e a tutte le temperature. Ma bisogna sfruttare ogni minuto per migliorarsi, ci confrontiamo con Team di altissimo livello, ogni giorno nascono idee intelligenti e la sfida è di applicarle prima degli altri. Certo si guarda alle competizioni, al risultato, alle performance, ma di tutto questo ne beneficiano i clienti perché l’esperienza e la tecnologia delle corse viene poi riportata sulle vetture stradali. Come per le sospensioni Progressive Hydraulic Cushions per annullare le asperità e rendere più comoda la guida e la vita a bordo". 

LA GIORNATA AL PARCO DI ASSISTENZA

Attorno alle due Citroen C3 WRC girano per ogni gara 60 persone (scendono a 40 per le gare extraeuropee). Senza contare altri appoggi portati dalle persone dislocate sui percorsi, pronte a segnalare aggiornamenti, situazioni da valutare, stato in tempo reale delle strade e altro ancora. Le indicazioni arrivano di prima mattina, ovviamente, i team hanno un’ora per valutare il tutto e portare una serie di info al coordinatore, per delineare una strategia. Citroen Racing schiera al parco assistenza i van per ingegneri, tecnici, gomme, officina, oltre al tendone dei team e a una mega hospitality a due piani, con annesse sale operative, sale riunioni, ristorante, uno spazio per incontrare non solo i protagonisti della gara: e fa piacere vedere con la divisa e livree da corsa anche grandi personaggi come Carlos Tavares (Ceo del Gruppo PSA), Linda Jackson (Ceo del brand), accanto a Pierre Budar e altri mega dirigenti. Un gran bel segnale per chi lavora e per chi osserva da esterno. I tempi di intervento per i team sono davvero ristretti: 15’ al mattino, 30’ a mezzogiorno, che sono i due tempi più importanti per le gomme, 40’ la sera, i 4 meccanici per team con tanto di numero sulla gamba, diventano 8 nella fase serale flex di 45’. Il tutto sotto controllo delle telecamere per eventuali sanzioni da parte dei commissari preposti. E i controlli sono davvero rigidi. La grande attenzione è sulla scelta delle gomme. I team hanno a disposizione 43 gomme, incluse le 4 per lo shakedown, suddivise tra quattro tipi di pneumatici, cioè super soft, soft slick, da neve, da neve chiodati (di queste 24 sono winter per il Monte-Carlo).

Spiega il coordinatore di ricognizioni e meteo, Jean-Paul Chiaroni:"Fondamentali sono i controlli dei tempi, in particolare nei trasferimenti che al Monte-Carlo sono corti. Un’ora e mezza prima della gara dobbiamo avere in mano la situazione, le gomme sono tanta parte di un rallye, la scelta non è semplice, per questo abbiamo tanta gente dislocata sulle strade. Ma alla fine la scelta è del pilota, noi gli diamo tutte le indicazioni possibili e tracciamo una linea di gara, ma alla fine è soltanto lui a scegliere".

Anche lui corre, contro il tempo. Fuori la gente osserva, un viavai continuo dal mattino alla sera. E’ il fascino del mondo dei rallye, è il richiamo fortissimo di un nome, Citroen, che vuol festeggiare alla fine della stagione mondiale. E ha tutto per riuscirci

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