Volvo XC90: il restyling è ibrido

Il SUV si rinnova e annunciando il mild-hybrid plug-in T8 Twin Engine, con il recupero d'energia in frenata, abbinato al sistema brake-by-wire

Da maggio in produzione, ma ordinabile sin da subito. Sono i tempi legati a Volvo XC90 restyling. Il SUV arriva al traguardo di metà carriera e cambia leggermente stile, migliora i contenuti tecnologici e quelli multimediali ma, soprattutto, è il modello col quale annunciare il mild-hybrid e il recupero d’energia in frenata abbinato al sistema brake-by-wire. 

La famiglia di motorizzazioni turbo benzina T5 e T6, con motore 2 litri rispettivamente da 250 e 310 cavalli, continua a far parte dell’offerta. L’ibrido plug-in T8 Twin Engine guadagna cavalli ed efficienza, arriverà a esprimere 420 cavalli di sistema e adotta un pacco batterie da 11,6 kWh contro i 10,4 kWh proposti finora, variazione che si riflette sull’autonomia di marcia in modalità elettrica, da 40 passa a 45 km nel ciclo WLTP.

Per un affinamento tecnologico dell'ibrido plug-in, arriva una novità assoluta, con il volto del mild-hybrid e una sigla, Volvo XC90 B5, tra le prime a essere commercializzata nei prossimi mesi. Si tratta di un turbodiesel 2 litri da 235 cavalli e 480 Nm, in grado di recuperare energia in frenata, motogeneratore accreditato di una potenza di 10 cavalli, e operare in abbinamento a un sistema brake-by-wire ancora non illustrato nel suo funzionamento nel dettaglio.

Un “classico” brake-by-wire vorrebbe un’unità elettrica a gestire la ripartizione della forza frenante, mediante le pinze freno su ciascuna ruota per variare la quota di pressione idraulica nell’impianto, in funzione dell’intensità del recupero energetico attuato dal motogeneratore. Sistema che ha guadagnato l’attualità negli anni scorsi grazie alle competizioni, con un brake-by-wire destinato solo all’asse posteriore, dove operava in simbiosi con i sistemi (il Kers in Formula 1) di recupero e sviluppo dell’energia. Parentesi sportiva per dire dei “natali” del brake-by-wire in epoca recente.

L’impiego dell’ibrido leggero assicura un risparmio pari al 15% alla voce consumi ed emissioni inquinanti, su XC90 restyling. Alla XC90 B5 si affiancheranno anche altre due varianti: mild-hybrid benzina, B5 e B6. Quanto a Volvo XC60, avrà, in aggiunta, un mild-hybrid Diesel B4. Percorso di elettrificazione che interesserà anche altri modelli della gamma Volvo, a partire dai turbo benzina T6 – con uguale batteria e sistema brake by wire del T8 Twin Engine – per proseguire con le declinazioni T5 e, su XC40, T4.

Esaminate le novità tecniche, resta da dire degli interventi stilistici. Il suv adotta una calandra leggermente rinnovata, propone nuove colorazioni e, soprattutto, configurazioni dell’abitacolo. Dai 5 posti “standard” si potrà optare per la configurazione Excellence 4 posti, la variante 7 posti, oppure, un’intermedia 6 posti con tre file ciascuna con due sedute. L’elevata qualità della vita a bordo respirerà un ambiente rinnovato grazie ai rivestimenti in misto lana, altra novità del restyling.

Sul fronte della multimedialità, va detto dell’integrazione di Android Auto, oltre al già presente Apple CarPlay, nonché della app Spotify. Gli ADAS, infine, proporranno i sistemi City Safety con riconoscimento di ciclisti, pedoni e animali di grossa taglia e l’Oncoming Lane Mitigation portato al debutto dal suv XC60. 

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