500X, la Urban vola in agilità; la Cross va in progressione

Il restyling di metà vita del crossover Fiat funziona sia con le nuove motorizzazioni che nell'utilizzo dei 10 sistemi ADAS (assistenza alla guida) disponibili

TORINO - È più di un restyling, quello messo in mostra in una Torino splendente dalla Fiat 500X, giunta molto onorevolmente a metà “mandato”. Una Torino capace di trasmettere la voglia di cambiare e di rilanciare una sfida importante anche dall’alto della cupola della Mole Antonelliana che per tutta questa settimana di notte rifletterà il logo del fortunato modello, il più venduto in Italia in questi primi otto mesi del 2018, dietro l’inarrivabile e intramontabile Panda.

Un restyling che somiglia tanto ad un pieno di tecnologia e di energie motoristiche nuove come dimostrano gli innovativi FireFly, 3 e 4 cilindri. Uno step chiave prima dell’ultimo tuffo nel futuro che manca, quello che porta dritto alle motorizzazioni ibride e ibride plug-in prima ed elettriche poi, sempre in attesa di conoscere da dove arriveranno - al netto di alleanze dell’ultima ora - quei miliardi previsti dal piano industriale sulla mobilità ad emissioni zero, o quasi.

Nel percorso della prova organizzata sulle colline intorno al capoluogo piemontese, abbiamo provato sia il 3 cilindri 1.0 da 120 cv e 190 Nm di coppia (a 1.750 giri) che il gemello 4 cilindri da 150 cv e 270 Nm di coppia (a 1.850 giri). La sensazione è che la Urban con il 3 cilindri con cambio manuale a 6 marce sia davvero in grado di volare sui tornanti in salita, senza la minima titubanza anche ai bassi regimi, costante e silenzioso. Mentre, a bordo della City Cross, dotata del 4 cilindri e cambio automatico doppia frizione DCT, la replica è garantita, fatta eccezione per l’avvio un po’ macchinoso, compensato da una progressione davvero notevole del 150 cv.

Prestazioni e consumi? Da 0-100 km/h in 10”9 e 17,2 km/litro per l’1.0; 9”1 e 16,4 km/litro per l’1.3. In tutto, le motorizzazioni disponibili su 500X sono sette, ai FireFly infatti vanno aggiunti i MultiJet II nelle versioni 1.3, 1.6, 1.6 DCT e 2.0 AT a trazione integrale. Nella prova siamo riusciti a testare anche i tre sistemi ADAS di serie, decisamente funzionanti senza essere invasivi, soprattutto il cambio di corsia.

E va ricordato che il pacchetto complessivo (a pagamento) comprende anche frenata d’emergenza, mantenimento della distanza di sicurezza, camera posteriore, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, gli abbaglianti adattivi, il sistema di rilevamento di marcia trasversale e quello per l’angolo cieco. Finale dedicato alla connettività grazie alla app di Mopar Connect che offre servizi supplementari (anche questi a pagamento) fruibili tramite cellulare per la geolocalizzazione della vettura in caso di furto o di ultizzo non corretto, con soglia di velocità e in un’area predefinita, assistenza in caso di incidente, visualizzazione da remoto dello stato della vettura, fino ad un sistema che prevede l’invio di un messaggio nel caso l’apertura della porta posteriore non venga replicata dopo quella iniziale. Un primo step tecnologico verso l’avviso per evitare di lasciare bambini a bordo. Anche questa è 500X.

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