Skoda Kodiaq RS, test a tutta velocità

Agile e potente nonostante la mole, ha dotazione del segmento superiore e un sound da supercar

Ci sono tante maniere per aggiungere mattoni alla costruzione e all’affermazione di un marchio in rapida ascesa. E Skoda, un po’ come Seat, sceglie quella di una gamma sempre più ampia, sempre più completa. Perchè gli uomini che gestiscono il brand ceco sanno che per centrare l’obiettivo devono completare le fondamenta già ben avviate. Da una parte arrichendo la famiglia delle vetture di tendenza, come i Suv, meglio se di taglio sportivo. Non a caso la Kodiaq RS che abbiamo provato in un test... dolomitico tra Verona e Trento è la versione che completa la famiglia Kodiaq, già composta dalle versioni standard, Scout, SportLine oltre alla 7 Tech, disponibile a trazione anteriore (37.080 euro) e integrale (39.080) motorizzata dal 2.0 TDI da 150 cv e soprattutto di serie con configurazione a sette posti, sette sistemi di assistenza alla guida e sette connettività. Dall’altra, affinare il versante compatte, anche qui strategicamente sbarcato con puntualità, con l’arrivo dell’interessante Scala.

Non è certo con questo comunque dinamico esemplare di SUV che Skoda intende fare i volumi che le servono, ma l’imprinting sportivo con quella scritta in rilievo ben leggibile (RS, sta per Rally Sport) da una parte è l’identificazione di un pezzo di storia del Gruppo Volkswagen, dall’altro completa appunto, rilanciandola, tutta la gamma.

E sinceramente, a bordo di questo autentico rappresentante dei big SUV, nonostante misure non esagerate (è lungo 4,69 metri), sette posti comodi e bagagliaio senza...orizzonti, il divertimento è assicurato da tutti i punti di vista. Intanto, perch  nonostante la mole (1.880 chilogrammi), viaggia con una potenza e un’agilità insospettabile, in autostrada come sulle curve montane intorno a Trento. E lo fa con una dotazione tecnologica da macchina premium: sospensioni a controllo elettronico (Dynamic Chassis Control), cerchi da 20 pollici, fino allo spettacolare Dynamic Sound Boost. Una sorta di orchestra digitale che analizza i dati dell’elettronica di bordo per costruire un sound su misura del Diesel, in base alla modalità di guida, s’intende. Il sistema è semplice: un subwoofer interviene direttamente sui due scarichi. E ne esce fuori un gorgoglio potente e roco, che, specie in partenza, ricorda non poco quello di un V6 benzina.

Una voce che si fa sentire con tutta la sua profondità quando si spinge a tutta il biturbo che non sembra nemmeno soffrire più di tanto l’altezza da terra (19,6 cm) e una baricentro decisamente alto, eppure stabile, con rollii e beccheggi ridotti davvero al minimo. Stabilità che si percepisce in maniera ancora più netta e chiara nei cambi di direzione, dove lo sterzo fa muovere preciso e compatto un Suv capace di arrivare a 100 km/h in soli 6”9 e di superare come se non ci fosse un domani, grazie ad una coppia massima di 500 Nm. Stupefacente per un 2.0, per quanto biturbo.

Non a caso, il prezzo, 48.900 euro, pone Skoda Kodiaq RS ai confini di un segmento premium che meriterebbe a pieno titolo, non foss’altro per quello che offre di serie. Dal Virtual Cockpit, alla plancia digitale, passando per fari full-LED, navigatore Amundsen, sellerie  sportive in Alcantara/pelle con rosse a contrasto, servizi Skoda Connect e Infotainment Online. 

Non sappiamo quanto tempo impiegherà, ma il cammino avviato da Skoda per emanciparsi dai luoghi comuni figli del passato del brand, è quella giusta, quella della qualità.

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