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Jury Chechi: “Costruire una nuova cultura”

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ANSA

L’intervento del campione in Natura e movimento: il progetto del MASE per la diffusione dell’attività fisica all’interno delle Aree Protette

La natura e lo sport fanno parte della mia vita da sempre. Il progetto Natura e Movimento nasce da una convinzione che condivido: le aree protette non devono essere luoghi da custodire sotto una campana di vetro, separandoli dall’uomo, ma spazi nei quali costruire un rapporto equilibrato e rispettoso tra le persone e l’ambiente. Fare sport nella natura, conoscere i territori, promuovere la ricerca e un turismo responsabile signifi ca anche contribuire a sviluppare una maggiore consapevolezza. Quando viviamo direttamente un ambiente naturale, quando ne scopriamo la bellezza e la fragilità, diventa più facile comprenderne il valore e sentire la responsabilità di proteggerlo. In questa grande opera di educazione ambientale credo che i giovani abbiano un ruolo centrale.

La cultura del rispetto deve cominciare dalla scuola, perché è lì che possiamo costruire una coscienza ambientale solida e duratura. Io ho un rapporto molto intenso con l’ambiente naturale. Durante l’estate trascorro il mio tempo nelle Marche, a Colle del Giglio, dove ho scelto di vivere e lavorare a stretto contatto con la natura. Davanti a casa ho una palestra all’aperto. Ogni giorno cerco di dedicare una quarantina di minuti al calisthenics. Ma non è l’unico modo in cui mi tengo in attività: spesso prendo la bicicletta e mi piace nuotare. Sono gesti semplici, ma rappresentano per me un modo naturale di mantenere quel legame tra sport, benessere e ambiente. La natura, però, non è soltanto il luogo in cui allenarsi. È anche concentrazione, equilibrio, un momento di riconciliazione con sé stessi. Ci aiuta a rallentare, in un’epoca nella quale siamo continuamente spinti ad accelerare. A volte dimentichiamo persino una cosa elementare: che anche noi abbiamo bisogno dei nostri tempi. E credo che sia una sensazione positiva, perché ci ricorda che non siamo il centro del mondo. Ho avuto la fortuna di vedere luoghi straordinari anche durante la mia esperienza a “Pechino Express”. Ricordo il fiume sotterraneo navigabile più lungo al mondo, quello di Puerto Princesa, a Palawan nelle Filippine, uno spettacolo naturale impressionante, e le montagne del Nepal. Sono immagini che rimangono dentro e che fanno capire quanto sia grande e meraviglioso il mondo nel quale viviamo e come siamo piccoli noi. Proprio per questo provo rabbia quando vedo comportamenti irresponsabili: un mozzicone gettato a terra, rifi uti abbandonati, persone che sporcano senza preoccuparsi delle conseguenze. Una mancanza di rispetto che non possiamo più permetterci. Credo che l’Italia abbia ancora molto da fare nella tutela e nella valorizzazione del proprio patrimonio naturale. Rispetto ad altri Paesi possiamo e dobbiamo crescere. Le Istituzioni devono continuare a dare impulso a politiche e progetti capaci di coinvolgere i cittadini e, soprattutto, le nuove generazioni. In questo senso, iniziative come Natura e Movimento hanno un valore che va oltre lo sport: aiutano a costruire una nuova cultura. Anche la scelta di riconoscere a Parigi, agli atleti medagliati olimpici il ruolo di ambasciatori dell’ambiente va nella stessa direzione. Chi ha vissuto lo sport ai massimi livelli sa quanto siano importanti disciplina, responsabilità, amore e rispetto. Sono gli stessi valori che dobbiamo applicare alla nostra relazione con la natura.

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