«Il turismo equestre rappresenta una risorsa straordinaria per il nostro Paese, con importanti potenzialità di sviluppo che meritano di essere valorizzate attraverso un quadro normativo chiaro e capace di produrre effetti concreti. Il lavoro istruttorio e le proposte emerse anche in questa importante occasione di confronto puntano innanzitutto a promuovere il riconoscimento istituzionale del settore e a definire una cornice nazionale di riferimento, in grado di armonizzare principi, criteri e requisiti essenziali, nel rispetto delle competenze regionali e delle specifi cità territoriali». Queste le parole di Claudio Barbaro, Sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza Energetica, nel corso del panel “Turismo Equestre in Italia. Proposte, territori e offerta turistica”, che si è svolto a Fieracavalli Verona e ha rappresentato un nuovo momento di confronto sul futuro del comparto. L’incontro nasce dal percorso avviato con gli Stati Generali del Turismo Equestre, tenutisi al CNEL nel giugno scorso, un appuntamento fondamentale per individuare una strategia condivisa di valorizzazione del settore, attraverso il coinvolgimento delle istituzioni, delle associazioni e dei professionisti. Tra gli interventi del panel, quelli del Consigliere del CNEL Emilio Minunzio, protagonista di questa delicata fase di cambiamento, e del Presidente di Federparchi Luca Santini. Presenti anche Presidenti e Direttori delle Aree Protette. Particolare attenzione è stata dedicata alla valorizzazione della rete nazionale delle ippovie, privilegiando il recupero e la qualificazione dei percorsi esistenti e favorendone l’integrazione con i Cammini storici, le ciclovie e gli altri itinerari della mobilità lenta. A Fieracavalli erano presenti 2.400 cavalli di 60 razze, 700 aziende espositrici da 25 Paesi e oltre 200 eventi in calendario. Questi i numeri della 128ª edizione a Veronafiere, che si è confermata un luogo ideale per riunire il mondo del turismo equestre.
In fiera, a contatto con storie e natura
«Il MASE ha partecipato, con il supporto di Federparchi, anche al progetto “Cavalli nei Parchi”, con uno stand innovativo che ha trasformato lo spazio fi eristico in un vero e proprio percorso sensoriale di scoperta e sensibilizzazione», ha spiegato Fabio Salerno, Direttore della Divisione VI – Educazione ambientale e riconoscimento delle associazioni di protezione ambientale. «L’allestimento ha proposto un concept che abbatte le barriere tradizionali tra istituzione e cittadino. L’assenza di un desk frontale crea infatti un’accoglienza aperta e fluida. Il verde domina la scena: tutta l’area dedicata è stata allestita con un prato, per richiamare il colore più rappresentativo della natura e accompagnare il visitatore in un vero e proprio percorso sensoriale, arricchito dai suoni e dai profumi della natura. L’esperienza prosegue attraverso la divulgazione scientifi ca: pannelli, mappe e infografi che illustrano l’articolato sistema nazionale delle Aree Protette (27 parchi nazionali, 30 aree marine protette, due parchi sommersi, un santuario dei mammiferi e numerose riserve statali). I contenuti collegano lo stato della biodiversità alle azioni concrete di conservazione e agli impegni europei al 2030 per la tutela e il ripristino del 30% del territorio e dei mari. Una parete narrativa ricostruisce la storia dei parchi, partendo dal Gran Paradiso (istituito nel 1922) fino ad arrivare all’esempio del Matese, presentato come 25° parco nazionale».
Il cavallo al centro di un ecosistema
Il cavallo è il punto di partenza di un ecosistema che coinvolge sport, agricoltura, veterinaria, ambiente e turismo. È questa pluralità di ambiti a rendere Fieracavalli molto più di una manifestazione dedicata al mondo equestre. Accanto a concorsi e Fieracavalli, stand del MASE: da sinistra il presidente di Federparchi Luca Santini, il Sottosegretario Claudio Barbaro e il consigliere CNEL Emilio Minunzio spettacoli, la fiera diventa un luogo di confronto sulle prospettive di un settore dalle grandi potenzialità, nel quale il turismo equestre assume un ruolo sempre più significativo. Attraverso una fruizione lenta e consapevole, il cavallo offre infatti una modalità privilegiata per conoscere il patrimonio naturalistico, attraversare le Aree Protette e valorizzare le risorse locali. Un’opportunità che, nel rispetto degli ecosistemi, del benessere animale e delle normative, può contribuire alla tutela del territorio e alla crescita delle economie locali. Nel corso degli incontri sono emerse alcune priorità per dare concretezza a queste prospettive: maggiore chiarezza normativa, riconoscimento delle competenze professionali, manutenzione delle ippovie e sviluppo dei servizi di accoglienza. Fondamentale sarà mettere in rete percorsi, professionalità e strutture ricettive, costruendo un’off erta organizzata e qualifi cata, capace di attrarre anche il pubblico internazionale. Con il prezioso supporto anche di FISE, FITETREC e tutti gli altri soggetti che ruotano attorno al meraviglioso mondo del cavallo.