"A Gaza è in atto il genocidio del popolo palestinese: l'Uefa sospenda Israele da ogni competizione sportiva. Non si tratta di politca o di schierarsi. Si tratta di giustizia, umanità e dei valori che lo sport sostiene di rappresentare". Firmato Paul Pogba e altri 49 atleti, fra i quali, oltre ai calciatori presenti in massa e alla calciatrice Layla Banaras, nazionale pakistana, ci sono anche giocatori di cricket, fantini e pugili. La forte presa di posizione cade nel bel mezzo delle trattative in corso sul piano di pace Trump, definito "una proposta globale per porre fine alla guerra, ricostruire Gaza, prevenire lo sfollamento del popolo palestinese, promuovere un processo di pace complessivo e la sua affermazione che non sarà permesso alcuno sfollamento dalla Cisgiordania". Per questo motivo, Ceferin, messo sotto pressione dallo stesso Trump, ha rinviato ogni decisione sul bando di Israele, la cui Nazionale dovrebbe giocare il 14 ottobre a Udine contro l'Italia per la qualificazione al Mondiale. L'incipit della richiesta, messa nera su bianco dagli Athletes 4 Peace, è l'agghiacciante dato fornito dalla federcalcio palestinese (Fpa): "l numero di calciatori uccisi o morti di fame a Gaza ha raggiunto quota 421, tra cui 103 bambini; 288 impianti sportivi sono stati danneggiati o ridotti in macerie a Gaza e in Cisgiordania, dagli stadi e dai campi di allenamento alle palestre e ai club. La maggior parte, 268, si trovava a Gaza, mentre 20 erano in Cisgiordania, con circa la metà al servizio diretto del calcio".
"Vietato tacere"
Scrivono Pogba e gli altri firmatari: "In qualità di atleti professionisti provenienti da contesti, fedi e credi diverse, crediamo che lo sport debba sostenere i principi di giustizia, equità e umanità. Lo sport non può rimanere in silenzio mentre atleti e civili, compresi bambini, vengono uccisi indiscriminatamente in massa a Gaza. È obbligo delle organizzazioni sportive prendere provvedimenti contro le squadre sportive che rappresentano un Paese che, secondo le conclusioni di una commissione delle Nazioni Unite, sta commettendo un genocidio contro i palestinesi a Gaza. Il rapporto della commissione delle Nazioni Unite conclude che le autorità israeliane e le forze di sicurezza israeliane hanno commesso e continuano a commettere quattro dei cinque atti di genocidio definiti dalla Convenzione sul genocidio del 1948 contro un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, in questo caso i palestinesi a Gaza. Non si tratta di politica o di schierarsi. Si tratta di giustizia, umanità e dei valori che lo sport sostiene di rappresentare, e di non permettere alle nazioni di nascondere le loro azioni illegali e disumane attraverso lo sport. Siamo pienamente d'accordo con il primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, che ha recentemente commentato che “Israele non può continuare a utilizzare qualsiasi piattaforma internazionale per nascondere la sua immagine”.
Il Pelé palestinese
"Nell'agosto di quest'anno, il mondo ha perso Suleiman al-Obeid, noto come il “Pelé palestinese”, un talento calcistico che ha ispirato innumerevoli bambini. Secondo la Federcalcio palestinese, è stato ucciso quando le forze israeliane hanno attaccato dei civili in attesa di aiuti umanitari nel Sud di Gaza. In vita ha portato speranza attraverso lo sport; con la sua morte è diventato un duro promemoria perché il mondo e in particolare gli organismi sportivi, debbano agire. In qualità di organo di rappresentanza ufficiale degli atleti musulmani nel Regno Unito, Nujum Sports è stata contattata da giocatori di diversi sport, musulmani, non musulmani e senza fede, che vogliono unirsi nella richiesta di giustizia. Questi atleti hanno affidato a Nujum Sports il compito di amplificare il loro messaggio e garantire che raggiunga gli organi di governo, i media e la comunità sportiva globale. Il nostro ruolo è quello di coordinare le loro voci, proteggere il loro diritto di esprimersi sulle questioni relative ai diritti umani e sostenere il principio secondo cui lo sport non deve mai tacere di fronte alle ingiustizie. Lo sport internazionale è già intervenuto in passato per proteggere l'integrità dello sport e difendere i valori che esso rappresenta quando le azioni di una nazione hanno violato in modo fondamentale tali principi, violando i diritti umani e il diritto internazionale. Noi, firmatari di Athletes 4 Peace (athletes4peace.org), chiediamo alla UEFA di sospendere immediatamente Israele da tutte le competizioni fino a quando non rispetterà il diritto internazionale e non porrà fine all'uccisione di civili e alla diffusa fame. Lo sport non è neutrale di fronte all'ingiustizia. Rimanere in silenzio significa accettare che la vita di alcuni valga meno di quella di altri. Crediamo in un unico standard per tutte le nazioni e tutte le persone, nella giustizia senza doppiopesismo".
I firmatari
Paul Pogba (calciatore), Anwar El Ghazi (calciatore), Hakim Ziyech (calciatore), Moeen Ali (giocatore di cricket), Cheick Doucoure (calciatore), Romain Saïss (calciatore), Sam Morsy (calciatore), Keshi Anderson (calciatore), Ilias Chair (calciatore), Rayan Kolli (calciatore), Hassan Hamid (calciatore), Raheem Conte (calciatore), Cyrus Christie (calciatore), Saidou Khan (calciatore), Akwasi Asante (calciatore), Zak Chelli (boxeur), Tanil Salik (calciatore), Yousef Salech (calciatore) FC Palestino (squadra di calcio), Idris El Mizouni (calciatore), Easah Suliman (calciatore), Momo Dabre (calciatore) Adi Yussuf (calciatore), Ajaz Patel (giocatore di cricket) Illiess Macani (giocatore di rugby), Fouad Bachirou (calciatore), Michel Termanini (calciatore), Farouk Miya (calciatore), Ibra Sekajja (calciatore), Abtaha Maqsood (giocatore di cricket), Khadijah Mellah (fantino), Yasine En Neyah (calciatore), Lamine Kaba Sherif (calciatore), Yakou Meite (calciatore), Halil Dervisoglu (calciatore), Ty Mitchell (boxeur), Ali Reghba (calciatore), Boy Waterman(calciatore), Tete Yengi (calciatore), Jonathan Benitez (calciatore), Antonio Ceza (calciatore), Layla Banaras (calciatrice), Cheick Diabate (calciatore), Harun Hamid (calciatore), Richard Chin (calciatore), Alie Sesay (calciatore), Riza Durmisi (calciatore), Taofiq Olomowewe (calciatore), Harry Panayiotou (calciatore), Panutche Camara (calciatore), Ziyad Larkeche(calciatore) Nigel Pearson (allenatore), Layla Banaras (calciatrice), Mo Eisa (calciatore).