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Champions League: sorteggio dolceamaro per le italiane

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I pericoli per Roma, Juventus, Inter e Napoli: i gironi ai raggi x

JUVE, RIECCO POGBA
Il gruppo dei grandi ex. In quello H della Champions, la Juventus ritroverà Paul Pogba mentre Cristiano Ronaldo vivrà un nostalgico revival a Manchester, perché i tifosi dello United ancora lo amano nonostante di anni ne siano passati ormai nove e nel frattempo il portoghese abbia vinto tantissimo con il Real. Suggestiva anche la sfida con Josè Mourinho, se quest'ultimo resisterà su quella panchina che per lui già scotta. Si sente in guerra con tutti Mou, perché in estate gli hanno preso solo Fred dallo Shakhtar e Dalot dal Porto mentre lui avrebbe rivoluzionare la squadra. Invece deve affidarsi ancora a Lukaku e Rashford in avanti, mentre in mezzo al campo c'è quel 'Polpo', adesso campione del mondo, che non l'ha mai pienamente convinto. In porta ancora De Gea, in difesa tanti, forse troppi (e nessuno di eccelso livello), fra i quali scegliere: Smalling, Jones, Bailly, Lindelof, Rojo. Ma per la Juve che questa Champions vuole vincerla le rivali in Europa si chiamano anche Valencia e Young Boys. La squadra spagnola, da cui i bianconeri in estate hanno preso Cancelo, vestirà i panni della mina vagante forte di un attacco dove ha gente efficace come Rodrigo, Kevin Gameiro (arrivato dall'Atletico Madrid), Michy Batshuayi (dal Chelsea) e Santi Mina. Insomma va presa con le molle. In porta c'è l'ex Neto, al quale il Mondiale col Brasile è sfuggito d'un soffio, mentre in difesa l'italiano Piccini è il colpo estivo piazzato grazie al caos vigente allo Sporting Lisbona. In mezzo al campo si fa valere Kondogbia, che sembra aver ritrovato se stesso dopo il periodo oscuro all'Inter. Lo Young Boys arriva dal preliminare a spese della Dinamo Zagabria. Gioca con un classico 4-4-2 in cui spicca il bomber Guillaume Hoarau, ex Psg che a 34 anni si è riscoperto protagonista in Svizzera. In difesa gioca invece il capitano Steve Von Bergen, ex beniamino dei tifosi del Cesena. Per la squadra giallonera di Gerardo Seoane c'è il rischio di chiudere il girone a zero punti, ma l'orgoglio dei 'giovani ragazzi' di Berna è un fattore da non sottovalutare.

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ROMA, ANCORA IL BERNABEU 
I campioni in carica (da tre anni) e due vecchie conoscenze. La Roma semifinalista dell'ultima edizione (e che per questa Champions che sta per cominciare ha fatto 30mila abbonati) ritrova il Real Madrid e l'emozione del Bernabeu, dove vinse nel 2002 con un gol di Totti, al quale il pubblico madridista tributò un'emozionante standing ovation nel match degli ottavi del marzo 2016. Ma per i giallorossi ci sono anche due rivali del recente passato, il Cska Mosca affrontato nella fase gironi e dal quale l'allora d.s. prelevò poi il 'bidone' Doumbia, e il Viktoria Plzen, città della birra, che è stato avversario in Europa League. Per Patrick Schick l'occasione giusta per ribadire il proprio valore di fronte ai connazionali. Il Real Madrid è il più celebre club del pianeta, campione d'Europa e del mondo in carica, e basta questo per definirlo. Ha perso il tecnico con cui ha vinto le tre ultime Champions, Zinedine Zidane, e il principale protagonista di quei trionfi, Cristiano Ronaldo. Anche Marcelo e Modric, sentendo vicina la fine di un ciclo, avrebbero voluto andarsene, poi sono rimasti e ora puntano a un poker che sarebbe leggendario (senza dimenticare che il Real ha vinto la grande Coppa anche nel 2014). Nell'undici del nuovo allenatore Lopetegui, che per il Real ha perso la nazionale, continueranno ad avere un ruolo fondamentale Kroos, Bale e capitan Ramos, rimane da vedere come verrà sostituito Ronaldo. L'allenatore aveva chiesto un attaccante ed è arrivato dal Lione il giovane Mariano, al quale il carattere di sicuro non manca, visto che ha chiesto e ottenuto la maglia numero 7. Avversario della Roma sarà anche il Cska, l'ex Armata Rossa, che in estate ha ceduto per 38 milioni il talento Golovin al Monaco e ha salutato i senatori Sergey Ighashevich, Aleksey e Vasili Berezutsk. Vitinho è tornato in Brasile, mentre in avanti ci sarà l'ex palermitano Abel Hernandez, svincolatosi dall'Hull. Per 2.8 milioni per la difesa è stato preso lo svedese Magnusson, che in Italia ha giocato a Cesena. Quanto al Viktoria, in teoria è la cenerentola del gruppo: gioca con il 4-2-3-1, con l'ariete Krmencik terminale offensivo e nove undicesimi della formazioni autoctoni. quindi nativi della Repubblica Ceca. Per ora in campionato ha fatto l'en plein: sei vittorie in altrettante partite. 

 

INTER, MESSI INCUBO DI SPALLETTI
Non è andata bene all'Inter, al ritorno in Champions League dopo sei anni di assenza. Era prevedibile tenendo conto che i nerazzurri di Luciano Spalletti erano stati posizionati in quarta fascia, e ora non rimane che vedersela con il Barcellona di Messi, quel Tottenham di Pochettino che tanto fece soffrire la Juve e con il Psv Eindhoven passato attraverso il preliminare e che esibisce il talento della stella messicana Hirving Lozano, decisivo per la qualificazione a spese del Bate Borisov. Inutile dire che il principale ostacolo sarà il Barça: giocare al Camp Nou è sempre un'emozione speciale e Spalletti dovrà trovare le alchimie giuste per fermare Messi, il Pistolero Suarez e l'ex molto rimpianto Philippe Coutinho, che l'Inter vendette al Liverpool per 12 milioni e che i catalani hanno pagato 160. Ernesto Valverde sta ancora 'studiando' la sua squadra, e deve trovare il sostituto giusto per Iniesta, intanto sperimenta Dembelé titolare e punta anche sul talento del nuovo arrivato Arthur, brasiliano che ad alcuni ricorda Xavi. Il Tottenham è quello di sempre, visto che in estate non ha fatto acquisti né effettuato cessioni. Così la società da sempre simbolo della comunità ebraica di Londra continuerà a puntare sui vari Lloris, portiere campione del mondo, Eriksen, Dele Alli, Trippier, Dier e Kane, bomber dell'ultimo Mondiale. Unica incognita è il futuro di Son Heung-Min, che potrebbe salutare per 21 mesi i compagni per la leva obbligatoria con la Corea del Sud se non dovesse vincere la Coppa D'Asia. Il Psv Eindhoven ha invece dovuto fare i conti con le cessioni dei terzini titolari Arias, andato all'Atletico Madrid, e Brenet, passato all'Hoffenheim. Il miglior reparto della squadra allenata da Mark Van Bommel è l'attacco, con Luuk de Jong al centro e il ventenne Steven Bergwijn in posizione più defilata. Alle loro spalle inventa Lozano. Occhio anche all'altro messicano Gutierrez, arrivato dal Pachuca.

 

NAPOLI, CAVANI TORNA A SAN PAOLO
Non ci sono dubbi: la squadra italiana a cui il sorteggio di Champions è andato peggio è stata il Napoli. Però è anche vero ciò che dice Carletto Ancelotti: il girone è duro, ma anche per le rivali di Hamsik e compagni. Aspettando di vedere quanto sarà difficile superare ostacoli che si chiamano Paris St. Germain, Liverpool e Stella Rossa,. la prima cosa che viene in mente è che Cavani tornerà al San Paolo. E' probabile che lo stadio napoletano non gli riserverà la stessa accoglienza che trova Higuain, a base di fischi e pernacchie, perché il centravanti uruguayano è un ex tuttora amato e che in molti sognavano sarebbe stato il colpo del mercato estivo di De Laurentiis, che invece non c'è stato. Insomma, sarà una serata da nostalgia canaglia, e Cavani gioca ancora a Parigi, assieme a Buffon e Verratti, e soprattutto Neymar e Mbappé assieme ai quali forma un tridente da incubo per i portieri avversari. Fermare O Ney, il n.9 parigino e il 'bimbo' campione del mondo sarà un compito a cui Ancelotti si dedicherà fin da ora. Ma il tecnico pluridecorato, che il Psg lo ha allenato, dovrà vedersela anche con i vicecampioni in carica, quel Liverpool che in questa stagione la Champions vorrebbe provare a vincerla. I Reds hanno mantenuto l'intelaiatura della scorsa stagione, in più si sono rinforzati nei ruoli in cui avevano bisogno, primo fra tutti quello del portiere con l'arrivo di Alisson al posto della 'sciagura' Karius. Così sono arrivati anche giocatori del calibro di Naby Keita, Shaqiri e Fabinho che rendono quella di Klopp tutt'altro che una compagine da terza fascia. La Stella Rossa giocherà invece il jolly del calore dei tifosi del Marakanà belgradese ma è difficile che basti. Intanto è servito per tornare nella massima competizione europea: finora la squadra di Milojevic ha messo insieme cinque vittorie su cinque in campionato e quattro turni superati in Champions per qualificarsi alla fase a gironi, senza mai perdere nonostante le sofferenze contro Spartak Trnava e Salisburgo. Il modulo è il 4-2-3-1, mentre gli uomini migliori sono Krsticic, Jonathan Cafu, Jovicic ed El Fardou. Il Napoli farà bene a non prendere sottogamba l'impegno, ma conoscendo Ancelotti non succederà.

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