Ora si può respirare. Due vittorie di fila in Champions possono rappresentare una svolta per l’Inter, soprattutto se nascono come questa di Rotterdam, ricca, di più, spettacolare. Aveva qualcosa da farsi perdonare e tanto da correggere, a cominciare dall’impatto con la partita. Troppo spesso in questa stagione aveva cominciato prendendo una sberla in faccia, stavolta quella sberla è scappata dal sinistro di Bisseck e sotto c’è andato subito il Feyenoord.
L'Inter è finalmente entrata in partita col piede giusto
L’Inter è finalmente entrata in partita col piede giusto, pigiato sull’acceleratore, fino a sorprendere gli olandesi, che immaginavano un’avversaria alle prese col solito problema di concentrazione. La pensavano un po’ svanita e invece è stata presente a se stessa fin dal primo minuto. Ha giocato da squadra completa, dotata di un bagaglio tecnico e tattico molto più ampio e più ricco di quello del Feyenoord. Autorevolezza, persnalità, idee, gioco, questa è stata l’Inter ieri sera.
Inter, nel primo tempo vinte tre partite differenti l'una dall'altra
Nel primo tempo ha vinto tre partite differenti l’una dall’altra. La prima col ritmo, l’intensità, la pressione a mille (gol di Bisseck); la seconda con l’attesa, il ragionamento, la gestione e la cura difensiva; la terza con la ripartenza (gol di Esposito). Il campionario della grande squadra era già al completo, ma mancava un’ultima fase, la chiusura. A questo ha pensato il sinistro micidiale di Zielinski.
Col Bruges, l’Inter aveva pagato un’evidente differenza atletica che nasceva da un’altra differenza, quella anagrafica. I belgi erano più giovani, più freschi e più veloci. Anche ieri sera il Feyenoord aveva un’età media molto bassa, 23 anni e un mese, mentre l’Inter saliva fino a 28, ma stavolta i campioni d’Italia non solo hanno vinto il confronto sul piano della corsa e del dinamismo, ma sono riusciti a mettere sotto gli olandesi anche grazie all’esperienza e alla superiore qualità tecnica. Il ritorno al suo solito dirompente livello di Dimarco, la continua crescita di Carlos Augusto, la spinta di Spence, il gol di Pio Esposito, tutto questo è stato favorito dalla compattezza di squadra, dalla sua voglia di riprendersi la scena. A Rotterdam l’Inter si è messa alle spalle il derby ed era quello che voleva Chivu.
Inter, ora la possibilità di un posto tra le prime otto in Champions è più concreta
Con questa vittoria per i campioni d’Italia la possibilità di entrare fra le magnifiche otto è un po’ più concreta, peraltro i tre gol migliorano anche la differenza-reti. Se la quota minima necessaria è fissata a 16 punti, per arrivarci devono portare a casa altri 10 punti nelle prossime quattro gare contro Stoccarda, Borussia Dortmund, Liverpool e Slovan. Resta un’impresa (si tratta di tre vittorie e un pareggio), ma si può fare.