Mamma mia, che Como! Che impresa! Che meraviglia! Non bastano i punti esclamativi per commentare la fenomenale missione lariana a Lens. All’anima della matricola in Europa: a Lens, ha vissuto una notte consegnata alla storia del calcio internazionale perché mai una squadra italiana in Champions League aveva segnato nove reti in trasferta, mai una squadra si era imposta in campo esterno con un punteggio simile.
I lariani hanno maramaldeggiato sui francesi con spettacolare disinvoltura, sublimando il loro gioco di altissima qualità ad incorniciare un exploit pazzesco: tripletta di Douvikas (neocapocannoniere del torneo; a segno per il quarto incontro consecutivo, come riuscì a Del Piero); gol di Paz, Da Cunha, Kempf, Liberali e Baturina in 69 minuti. Nel finale, Couto ha sfiorato il 9-1, sigillato da Matteo Papaccioli, 18 anni, centrocampista della Primavera, debuttante assoluto che un’emozione così non la dimenticherà per tutta la vita. A mandarlo in rete è stato proprio Mattia Liberali, 19 anni: com’era la storia che il calcio italiano è povero di talenti?
Nello Stade Bollaert-Delelis, grazie all’esaltante colpo comasco, il nostro calcio ha vissuto una notte indimenticabile, inebriante come il gioco di un complesso che incanta. Fabregas dirige l’orchestra sinfonica del gol: 4-1 al Lipsia, 4-1 al Manchester United, 9-1 al Lens. Dopo la quarta giornata della League Phase, i playoff sono già virtualmente acquisiti per il Como quarto in classifica con 9 punti, dietro Psg, Real e Arsenal, alla pari con Barcellona, Aston Villa, City, Liverpool, Bruges, Sporting, Betis e Borussia Dortmund. Per dire. Domenica sfiderà l’Inter a San Siro avendo alle spalle sei vittorie di fila fra campionato e Champions. Sarà un bel vedere.