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Max ha un bidone di cacciucco al posto del cuore

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© Juventus FC via Getty Images

I giornalisti saranno anche poco originali, ma quanto a originalità lo stesso Allegri non scherza: 4 scudetti e 4 coppe Italia in quattro anni lo confermano. Fuor di battuta, il tecnico della Juve pecca spesso di ripetitività anche nella comunicazione. Ieri, dopo l’ennesimo titolo, si è sfogato, di nuovo: “In una stagione ci sono state varie discussioni, si parla di rapporto incrinato, ma che c'è di incrinato? Non siamo al massimo, non c'è costruzione finita. Fate domande assurde. Non sento di essere vicino alla fine perché mi diverto ad allenare… La gente è permalosa, non parlo più, non vuole capire che nel calcio ci sono imprevisti, come nel Monopoli. Non abbiamo certo raggiunto il massimo, perché abbiamo perso due finali di Champions. Ma sbaglierò, parlate tutti con lo stampino e nello stesso modo. Sono molto lucido a differenza vostra che non lo siete. Ho molta pazienza, ma vi aspetto tutti al varco, tutti”.

Tanto poi gli passa. Allegri è questo: si accende e si spegne nel giro di pochi minuti perché ha un bidone di cacciucco al posto del cuore; se vi verrà voglia di avviare il motorino di ricerca di Google accelerando sulle parole “Allegri” e “sfogo”, troverete non meno di trenta link identici.

Ecco i più recenti:

6 dicembre 2017, Allegri si sfoga: “Basta negatività!

14 febbraio, dopo il 2-2 col Tottenham, Allegri si sfoga con i giornalisti: “Vincere la Champions non è facile e la Juventus non è di certo la favorita. Qui si è forse perso il contatto con la realtà. Non si può andare in finale tutti gli anni e non ci si può deprimere per un 2-2 con il Tottenham..."

23 aprile, Allegri si sfoga: “Non toccate i miei ragazzi! Noi giochiamo 57 partite l’anno, gli altri si fermano a dicembre

27 aprile, dopo Inter-Juve 2-3, lo sfogo di Allegri: “Non siamo brocchi!

29 aprile, lo sfogo di Allegri con Adani di Sky: “Lo scudetto si vince con gli schemi o con i campioni?

Allegri è bravissimo, il migliore del momento, ma allenare la Juve comporta supplementi di tensione che lui ben conosce, le aspettative sono altissime poiché “vincere è l’unica cosa che conta”. Tuttavia può stare tranquillo: gli altri si divertono di meno. E se ogni tanto gli tocca rispondere a domande in fotocopia di giornalisti di testate peraltro concorrenti, accetti la rottura di balle: fuori dall’Italia le cose non funzionano diversamente, è soltanto più difficile vincere.

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