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Roma-Bologna, il calcio che ci ripaga

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Ha vinto il calcio, la qual cosa non consola Gasperini e i romanisti che dall’Europa League sono usciti. Dal punto di vista dell’appassionato e del telespettatore non votante Roma e Bologna hanno infatti offerto uno spettacolo decisamente appagante, una partita superpositiva, nervosa e sfinente. Di quelle con tanti gol, tanti errori, tante emozioni e numerose prodezze tecniche: in particolare Rowe, Castro, Malen e Pellegrini non si sono certo risparmiati.  
Abbiamo assistito a una sfida che sembrava chiusa dopo un’ora - al 3-1 di Castro -, riapertasi improvvisamente per esaurirsi nel secondo tempo supplementare; una sfida di lunghezze fisiologiche e stanchezze sulle prime incomprensibili e infatti mi sono chiesto a lungo se le sostituzioni di Rowe e Castro, pericoli costanti, fossero state azzeccate, visto che avevano preceduto il periodo di maggiore pressione della Roma, una pressione tanto insistita quanto efficace. Me lo sono chiesto fino a quando Cambiaghi, subentrato a Rowe, ha firmato il trionfo di Italiano. 
Tra gli sbalordimenti della serata indico la prova di Robinio Vaz che per la prima volta ha mostrato qualcosa di buono (ha preso il rigore e messo in difficoltà Lucumi, tra i migliori in campo); la prestazione di Pellegrini può essere considerata sorprendente soltanto perché all’abilità tecnica che tutti gli riconoscono è riuscito finalmente ad abbinare centralità nella manovra, colpi e recuperi vincenti.
Mi ha nuovamente impressionato Malen che è di statura superiore: ha una protezione della palla e un senso della porta non comuni; nel Bologna ha fatto assai bene João Mario giocando con personalità e coraggio. 
Se devo riassumere il doppio confronto soffermandomi sulla consistenza delle squadre, dico che ha prevalso la completezza del Bologna che ha più cambi, inoltre omogenei. La Roma, priva di Soulé, Dybala e Koné, infortunatosi nel primo tempo, è troppo corta per poter reggere due impegni a marzo: nella mezz’ora finale si è notata la differenza di freschezze. 
Ai quarti europei presentiamo Bologna in Euroleague e Fiorentina in Conference. Resta il rimpianto di non aver potuto portare avanti entrambe le squadre: il derby italiano si è confermato un’autentica iattura. 

 

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