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Italia, il crollo è azzurro dopo Berlino

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© AP
Non nascono campioni, manca il passaggio di consegne generazionale. Nel 2006 stelle in ogni reparto che facevano crescere i gregari. Poi abbiamo perso il talento

ROMA - Abbiamo perso il talento per strada. Ne avevamo in abbondanza e non abbiamo pensato che, senza lavorare, anche un ricco conto in banca alla fine si sgonfia. Ecco, abbiamo il conto con pochi euro e sull’iban del calcio italiano non arrivano versamenti da anni. Avevamo campioni sparsi in tutte le zone del campo e quei pochi che non raggiungevano tale dimensione, venivano contagiati da chi era più bravo e alla fine miglioravano. Forse Grosso era un fenomeno? No, non lo era, ma in quel Mondiale, accanto a Cannavaro e Pirlo, fu decisivo. La qualità, a certe condizioni, si può anche travasare. Dal 2006 a oggi le nostre mamme hanno perso la vena calcio-artistica. [...]

 

PORTIERI - Sempre Buffon, a parte Sudafrica 2010 quando era infortunato, fino a oggi, fino al suo addio. Ma ha lasciato in buone mani, anche se sono mani giovani e a volte possono tremare. Con Donnarumma abbiamo una lunga garanzia e anche alle sue spalle, con Sirigu e Perin, possiamo stare tranquilli. [...] 

 

DIFENSORI - Cannavaro guidava la difesa del 2006, con Materazzi. Fu eletto Pallone d’Oro quell’anno. Barzagli era solo una riserva. Come centrali, con Bonucci e Chiellini, che fecero parte della spedizione sudafricana, siamo stati coperti bene fino ad oggi. Dietro c’è Romagnoli. Ci siamo indeboliti [...] 

 

CENTROCAMPISTI - Qui non si parla di calo, ma di crollo. Dal 2006 al 2014 abbiamo avuto il miglior centrocampista d’Europa, insieme a Xavi e Iniesta, il maestro Pirlo. Ogni confronto è improponibile. Verratti e Jorginho non raggiungeranno mai la sua dimensione. Ma avevamo anche il più grintoso di tutti i mediani, Rino Gattuso. Oggi al suo posto, come assistente di Jorginho, possiamo scegliere fra Pellegrini e Gagliardini. ]...]

 

ATTACCANTI - Anno 2006: Totti, Del Piero, Inzaghi (riserva...), Toni, Gilardino, Iaquinta (proprio in fondo). Anno 2010, un bel passo indietro: Gilardino, Di Natale, Iaquinta, Pazzini e Quagliarella. Anno 2014, sulla carta un passettino in avanti rispetto a quattro stagioni prima, anche se poi la realtà ha dato lo stesso risultato: Cassano, Balotelli, Cerci, Immobile, Insigne. Anno 2018, il punto più basso: Belotti, Eder, Immobile, Bernardeschi, Insigne. Siamo in fondo al precipizio [...]