Partita chiave. Certo, nessun dubbio. Ma più per il Napoli o per la Roma? Pareri contrastanti, alla vigilia. Il Napoli non può permettersi di perdere altro terreno se ha ancora ambizioni di altissimo profilo; la Roma, che deve rincorrere, non può pensare di non riportare a casa qualcosa di concreto. Considerazioni entrambe reali. Condivisibili. Ciò che è accaduto al “Maradona”, dopo le tante chiacchiere dei giorni scorsi, sta lì a testimoniare (confermare?) che tutti coloro che pensano in grande dovranno fare i conti con la Roma, capace di non perdere una partita che sembrava (due volte) persa.
ll gioco della Roma di Gasperini e le mosse del Napoli di Allegri
La squadra di Gasperini non si arrende mai, non finisce mai: ecco la lezione che arriva dalla trasferta in Campania e il senso del punto in classifica. Un pareggio figlio del gioco, mai abbandonato; un risultato positivo centrato anche grazie a una grande prova di forza mentale. Non a caso, i tre gol romanisti hanno una matrice argentina. Non è stata una prestazione impeccabile, ma alla fine il risultato premia la capacità della Roma di seguire sempre il filo del gioco e le scelte in corsa di Gasp. A cominciare, ovviamente, da quella di Balerdi, ma pure quella del doppio centravanti che ha portato il Napoli a smarrirsi. Anche se, stranezze del calcio, la Roma è andata a bersaglio due volte con un difensore centrale. Segno che tutti sanno far tutto, e che il gioco conta più dei giocatori. Un’altra nota da sottolineare della effervescente serata napoletana.
All’inizio Gasperini ha preferito mettere un centrocampista in più e, logicamente, un attaccante in meno. Non una scelta difensiva, ma una mossa semplicemente tattica. Uomo contro uomo in costante parità numerica in ogni angolo. La soluzione confezionata da GPG, però, non ha partorito gli effetti desiderati. E tutto, come detto, è cambiato quando in campo è entrato il coraggio. Cioè, un attaccante in più. Una mossa che ha annullato pure i tranelli (tattici) che Max Allegri aveva disseminato per il campo per circa un’ora.
La Roma ha cercato di giocare il suo calcio tecnico fin dal primo minuto; il Napoli ha replicato tentando di sfruttare le possibilità offerte dalle marcature a uomo dell’avversario, affidandosi alla difesa e a lunghi lanci in avanti per arrivare dalle parti dell’area avversaria. Con risultati importanti. Poi, i cambi di Gasp, la scossa psicologica, la continuità nella ricerca del gioco anche con il punteggio a sfavore e un pareggio che ha il sapore di una conferma: la Roma c’è, sempre e comunque.