Dal derby all-China del sabato di Pasqua 2017 è passata molta acqua sotto i ponti del Naviglio. I due club hanno vissuto traversie che sembravano impensabili ai tempi delle milanesissime e opulente proprietà Berlusconi e Moratti. Oggi il derby di Milano è americano e gli azionisti sono investitori finanziari: l’Inter ha un management saldamente radicato in Italia, mentre RedBird ha dato al Milan un’impronta internazionale e un coinvolgimento quasi quotidiano della proprietà nelle scelte sportive. In panchina siedono due allenatori stranieri: anche questo è un segno dei tempi.
Milan e Inter, mai così vicini fuori dal campo
Rivali in campo, i due club non sono mai stati così vicini fuori. Hanno acquistato insieme San Siro dal Comune e presentato il progetto del nuovo stadio da 2,3 miliardi, che dovrebbe essere pronto nel 2031. Con buona pace dei tifosi, l’ipotesi della separazione è tramontata: Milan e Inter continueranno a coabitare, un unicum in Europa. Finanziariamente è un’opportunità: un club usa lo stadio al massimo 40 giorni l’anno; in due si arriva a un’ottantina. Il resto dell’anno l’impianto è improduttivo, mentre un investimento va messo a reddito: dividerne il costo significa moltiplicarne il rendimento.
RedBird e OakTree, un affare per entrambe
RedBird ha rilevato il Milan da Elliott nel 2022 per 1,2 miliardi. Ha investito nei terreni di San Donato, oggi difficili da ricollocare: potrebbero tornare utili se Cardinale riuscirà a portare l’NBA in Europa, oppure essere riconvertiti al tennis. Di recente ha sottoscritto un aumento di capitale da 50 milioni per riportare la squadra all’altezza di una tifoseria abituata molto bene. Oaktree si è ritrovata l’Inter in mano quasi per caso, e pare controvoglia, dopo il default di Zhang, ma ha capito presto di aver fatto un affare: i quasi 400 milioni del vecchio credito si sono moltiplicati, anche grazie a un management abilissimo.
Inter, chiusi in utile gli ultimi due bilanci
L’Inter ha chiuso in utile gli ultimi due bilanci, una notizia importante dopo anni difficili: ricavi oltre il mezzo miliardo e debiti in netto calo. Il Milan, dopo anni di bilanci in ordine, ha registrato una lieve perdita, con ricavi poco sotto i 500 milioni: l’assenza dalla Champions si è sentita meno del previsto grazie al lavoro sul fronte commerciale. Il calo c’è stato ma poteva andare peggio.
Inter e Milan, un valore di impresa intorno ai 2 miliardi
Per entrambi i club si parla di un valore d’impresa intorno ai 2 miliardi. Ma nel calcio le valutazioni teoriche lasciano il tempo che trovano: per uscire serve un compratore vero. Qui lo stadio cambia le carte: chi compra un club con un impianto moderno e di proprietà compra flussi di cassa stabili, non solo risultati. Cardinale, che sembra divertirsi a fare il presidente, potrebbe non avere fretta. Oaktree, per mestiere, prima o poi venderà. In ogni caso, per Inter e Milan il futuro non è più un’ipotesi.