Lo scacco è arrivato anche attraverso la simbolica sfortunata giornata di uno dei simboli rossoblù che proprio ieri ha festeggiato la trecentesima gara nel Bologna. E’ tra i venti calciatori più presenti nella storia di questo grande club e ha pasticciato sul rigore decisivo che avrebbe potuto portare lui e i suoi compagni davanti agli avversari all’inizio della ripresa. La partita sarebbe stata forse un’altra e comunque il destino deve aver ragionato in modo diverso, così la bella favola è diventato un racconto pieno di bei sogni irrealizzati. La vicenda nella sua portata è stato colta così bene dal pubblico che Orsolini, all’uscita dal campo, è stato accompagnato da un tributo pieno di affetto e di empatia.
Alla fine però, oltre ai sentimenti, restano i fatti: il Bologna in casa ha rotto il punto di equilibrio: otto sconfitte su quindici partite in serie A.
Avete presente i frattali? Quelle strutture geometriche che riproducono forme identiche in scale diverse, verso l’infinito? In natura si trovano, ad esempio, nei fiocchi di neve, nei fulmini o nei broccoli. Ora anche nella squadra di Italiano. Il Bologna in casa replica alcuni algoritmi che qualcuno può anche scambiare per una maledizione, ma che hanno definito il volto di questa stagione. Definiamoli come meglio si creda, ma essi, da un certo momento del campionato, hanno accompagnato le gare interne e rattristato tanti momenti della tifoseria bolognese.
Dall’inizio del 2026, in campionato, nelle ultime sette gare al Dall’Ara, i rossoblù hanno perso sei volte (a fronte del successo con l’Udinese). L’unica vittoria in Europa League è capitata con il Brann, nelle altre due gare gli uomini di Italiano hanno pareggiato con il Celtic e la Roma. In coppa Italia c’è stato un pareggio nei tempi regolamentari con la Lazio cui è seguita l’eliminazione ai rigori.
Ieri, senza dubbio, la squadra era stanca anche dal punto di vista nervoso per le energie profuse giovedì notte. Il Bologna, però, non ci aveva abituato a fallire la gara successiva al turno infrasettimanale. Anzi non aveva mai perso dopo le coppe fino allo scorso primo dicembre (ko con la Cremonese dopo la vittoria con il Salisburgo). E soprattutto in casa aveva vinto contro il Pisa e contro il Napoli, dopo due gare europee (Friburgo e Brann). Quindi i problemi sono altri. Tra i quali la paura di sbagliare, l’ansia che subentra dopo una serie reiterata di ko, un approccio mentale e tattico incerto.
Italiano, verrebbe da dire meno male per lui, alla prossima affronterà fuori casa la Cremonese. Squadra però animata dalla voglia di giocarsi tutte le sue chance proprio in queste partite e che vedrà esordire in casa il nuovo allenatore Giampaolo con il quale sabato ha battuto il Parma. E poi ci saranno i quarti di finale di Europa League contro l’Aston Villa. Si comincerà proprio al Dall’Ara: gli inglesi in Coppa hanno vinto nove gare su dieci e hanno perso solo una volta in Olanda, a Deventer.
Come è stato fatto a ridosso della doppia sfida con la Roma, Italiano dovrà lavorare profondamente e rapidamente per restituire al Bologna la forza che un tempo animava le prestazioni in casa. A costo di farsi mordere da tutti i ragni del Dall’Ara.