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Partita doppia

Due Inter nella stessa partita contro il Bologna: il commento di Alberto Polverosi

Solito schiaffone, solita reazione, solita rimonta. Ormai è un classico, bisogna abituarsi. Cos’ha l’Inter in testa non si sa, a Bologna per la sesta volta in questa stagione è andata sotto di un gol e per riprendere la partita ha dovuto fare come al solito il doppio della fatica. Fino alla rete di Thuram, la squadra campione d’Italia era rimasta nello spogliatoio di San Siro a rimuginare sulla batosta di Champions. I riflessi della sconfitta col Bruges la stavano frenando, giocava un calcio non da Inter, manovra compassata, atteggiamento timoroso, passaggi scontati, spesso imprecisi e la solita morbidezza in difesa. Anzi, la solita palla persa, stavolta da Luis Henrique, che ha portato il Bologna in vantaggio. Un tempo con un disagio evidente, sotto l’aspetto fisico, tecnico, tattico, ma soprattutto mentale. Poi è cambiato tutto, l’Inter è tornata l’Inter e con la forza e la ricchezza della sua panchina ha ribaltato la partita. Il Bologna è esistito per un tempo, poi ha fatto un passo indietro, anzi due, anzi tre, è rimasto schiacciato e per mettere il naso fuori dalla sua metà campo ha dovuto aspettare il 2-1 di Carlos Augusto.

Le idee tattiche a confronto

Nei primi 45' l’idea di Palladino era sembrata molto chiara (la ricerca immediata di Piccoli con i lanci da dietro), quella di Chivu invece non si capiva. Era un lento trascinare il pallone nella metà campo rossoblù, dove però non c’erano varchi. Trovare Thuram ed Esposito era un problema, spazi intasati e marcature di ferro. Marcature che in quel periodo avevano un buon effetto sul fronte rossoblù. Ce n’era una però che farà discutere, quella di Cambiaghi su Zielinski. A noi ha ricordato una vecchia mossa di Marcello Lippi in un Milan-Juventus, quando affidò a Nedved il controllo diretto di Pirlo. Solo che la migliore risorsa offensiva del Bologna è proprio quella di Cambiaghi, con i suoi strappi micidiali, e in quel modo la risorsa è stata autoeliminata. È vero che per un tempo Zielinski non ha mai trovato il modo per entrare in partita, ma nel secondo, quando il “mediano” Cambiaghi aveva esaurito le energie, il polacco ha piazzato l’assist per il gol di Carlos Augusto.

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