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Vlahovic, stecche alla Scala del calcio

San Siro tabù per l’attaccante della Juve: in carriera non è mai andato in gol a Milano

TORINO - No, non era proprio quello lo scatto che Vlahovic voleva restasse della notte di San Siro. L'immagine che lo scontro diretto consegna alla storia del campionato vede Dusan a terra, con le mani sul volto, disperato dopo aver sbagliato lo stop e quindi sprecato la potenziale palla del vantaggio juventino. Si era appena scollinata la mezz'ora di gioco e da lì ad una manciata di minuti l'Inter avrebbe spezzato l'equilibrio con l'autogol di Gatti. Certo, non ci sono controprove, ma senza quel pasticcio a pochi passi da Sommer magari la serata avrebbe preso una piega diversa e con essa la corsa al titolo. DV9, invece, è finito al tappeto e insieme a lui la Juve per la prima volta dopo 134 giorni e 17 risultati utili di fila. Così la vetta si allontana, la capolista allunga e ha ancora da giocare il jolly di una gara da recuperare che potrebbe ampliare il divario. Max Allegri non fa drammi e coccola il suo bomber: «Dusan ha 23 anni e una partita così importante non l'aveva mai giocata; la prossima la giocherà sicuramente meglio, sarà più tranquillo e sereno, è una questione di crescita». Risultato: dopo il gol nella sfida d'andata e dopo sette reti nelle ultime sei partite, il momento magico si è interrotto sul più bello, nella notte finora più significativa nell'economia della stagione. Vlahovic non è riuscito a sfatare il tabù di San Siro: salgono infatti a otto le gare in carriera di tutte le competizioni concluse senza segnare a Milano. D'altra parte le opportunità avute a disposizione si contano sulle dita di una mano: l'assist di McKennie, appunto, sfumato con l'errore nel controllo, una rovesciata in mischia finita non di molto sopra la traversa e una girata su servizio di Chiesa troppo debole per impensierire Sommer e avvicinare la squadra al pareggio. Ecco, l'atteggiamento troppo attento alla fase difensiva non ha favorito il centravanti, tanto che il fatturato offensivo della serata per la Juve è rimasto limitato ad un solo tiro in porta, record negativo del campionato della Signora.

Vlahovic in dubbio per Udine

Il giorno dopo la delusione è ancora viva anche se il serbo via social infonde fiducia all'ambiente: «Non era sicuramente questo il risultato che volevamo, ma è inutile avere rimpianti. Ripartiamo più forti di prima! Fino alla fine». C'è voglia di riscatto, di premere il tasto “reset” e di rimettersi in marcia fin dalla prossima occasione contro l'Udinese. I pensieri però rimangono e non riguardano solo la sconfitta con l'Inter: Vlahovic è in dubbio per il posticipo di lunedì prossimo a causa di un sovraccarico all'adduttore della coscia destra. E non è il solo ad essere acciaccato visto che, là davanti, pure Chiesa ha subito un colpo al piede destro, che si è già però sgonfiato e non sembra preoccupare. Peggio è andata certamente a Perin che, nell'allenamento di ieri mattina, ha subito la lesione di primo grado del legamento collaterale mediale del ginocchio destro e dovrà fermarsi per 3-4 settimane. Per la prima volta in stagione, Allegri ha evocato la parola “crisi” per riassumere lo striminzito bottino di un punto collezionato tra Empoli e Inter. La strada migliore per superarla immediatamente è riprendere il feeling con la vittoria e ritrovare subito i gol. Di Vlahovic, innazitutto: c'è quasi una settimana di tempo per superare il fastidio muscolare e provare a recuperare in tempo per l'Udinese. Dusan ha già iniziato la rincorsa.

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