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Senza convincere

La Juve vince anche contro il Parma ma la prestazione della squadra di Spalletti lascia a desiderare: il commento di Vittorio Oreggia

Ci risiamo: la Juventus continua a non convincere. E a vincere. Si tratta di un paradosso che induce a riflessioni di senso opposto. Quella ottimistica lascia presagire che quando l’organico sarà completato (ma lo sarà?) e il lavoro di Spalletti definito, la squadra non potrà che migliorare. E di tanto. Quella pessimistica apre invece voragini nelle (poche) certezze di questa estate, perché non di solo Frosinone e Parma - con tutto il rispetto - è fatto il campionato. Ieri sera a togliere Spalletti dalle grane è stato Nico Gonzalez, uno che vorrebbe scappare da Torino alla velocità di un levriero afghano e che magari tra oggi e domani sarà a Madrid: l’argentino vicecampione del mondo è entrato nel secondo tempo, ha corretto le scelte sbagliate dell’allenatore (David trequartista), ha confezionato il gol che ha schiodato il risultato, in poche parole ha spaccato la partita. Semplicemente perché è un giocatore di qualità, quella che manca ai bianconeri: ecco, magari una moral suasion per indurlo a restare andrebbe fatta, più della tentazione di incassare un assegno con molti zeri.

La Juve vince ma non convince

Poi nella notte dei miracoli è arrivata anche la rete di Koopmeiners, un altro che Carnevali e Massara vorrebbero accompagnare alla porta e che si ostina a rimanere. Stranezze del calcio d’agosto. Se a Frosinone la Juventus era stata accettabile nel primo tempo e spenta nella ripresa, contro il Parma la situazione si è capovolta. Nonostante un possesso palla nettamente favorevole (61%) i primi 45 minuti sono stati un esercizio molto faticoso di palleggio, con appena qualche fiammata di Conceiçao, esterno alto che possiede una rara particolarità: entra in area una quindicina di volte a gara e non riesce quasi mai a fornire l’assist giusto per un gol. Non è da tutti, in effetti. Gol, comunque, che il portoghese ha sfiorato colpendo il palo (perché anche a finalizzazioni non è proprio un cecchino infallibile). Per il resto è stata una recita noiosa, senza mai una giocata che non fosse prevedibile e dunque leggibile da un prudentissimo Parma.

I dispetti degli ex sul mercato

Ora, non sappiamo se con gli infortunati Yildiz, McKennie e fors’anche Thuram sarebbe andata diversamente, ma sappiamo che ‘questa’ Juventus, anzi il centrocampo di ‘questa’ Juventus, non è all’altezza delle rivali. Infatti, tranne l’ottimo riciclato Douglas Luiz, è lo stesso dello scorso campionato, là dove i bianconeri sono arrivati sesti. Kessie avrebbe alzato l’asticella? Probabilmente sì, però è una domanda al limite del provocatorio dal momento che l’ivoriano ha scelto l’Atalanta per tornare in serie A. Un dispetto dell’ex Giuntoli, più o meno lo stesso dell’altro ex, Paratici, che si appresta a contrattualizzare Zirkzee. Anche qui viene da chiedersi: ci fosse stato l’olandese, qualcosa di più e di meglio si sarebbe visto sul fronte offensivo, dove Kolo Muani ha continuato nella sua azione di spreco e si è acceso solo nella ripresa quando gli spazi sono diventati praterie e David - schierato da rifinitore: mah - come al solito è stato ‘lost in the fog?”. Pure qui la questione rischia di essere provocatoria, ma è un dubbio che monta come la panna e solleva inquietudini. Che ambizioni si possono coltivare se l’attacco fa cilecca? Restano due giorni per rimediare e confezionare risposte esaustive, al netto di qualche altro dispetto di un ex...

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