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Questo non può essere il Napoli

Leggi il commento sugli azzurri di Allegri dopo la sconfitta incassata sul campo della Juve

Non c’era il Napoli. Non si è mai visto a Torino, sparito davanti a una Juve che è riuscita a risorgere da mille difficoltà e da un clima di contestazione che avvolgeva Spalletti e la squadra. Una prestazione da dimenticare, una delle peggiori di questo deludente avvio di stagione. Senza nessun ingrediente, senza temperamento, senza qualità. Nei momenti migliori solo uno sterile e inoffensivo possesso palla, mai una verticalizzazione, un’imbucata, una giocata degna di una partita così sentita dai tifosi e così importante per il momento della squadra.

Napoli irriconoscibile contro la Juve

In campo c’era mezzo Napoli, perché a Torino Allegri ha dovuto fare i conti con una lista di infortunati senza precedenti: gliene mancavano nove (Alisson, Badiashile, Buongiorno, Favasuli, Lobokta, Neres, Spinazzola, Milinkovic-Savic e Hojlund) e sono usciti per problemi fisici anche De Bruyne, Di Lorenzo e Olivera. Accanto a Landucci in panchina a fare numero c’erano anche Spinelli, Barido, Pereyra, Chiummariello, Melnyk e Lieto. Ma chi ha giocato non ha fatto niente per mascherare le assenze. McTominay l’esempio più evidente di una squadra irriconoscibile: mai entrato in partita, evanescente, disperso in un centrocampo della Juve che di certo non brillava per qualità e dinamismo. Male Marianucci, deludenti Anguissa e lo stesso De Bruyne, nessuno è riuscito a scuotere la squadra dal torpore. Ha creato pochissimo davanti, una girata di testa di Lucca e un tiro alto di Lang da centro area. Una miseria per una squadra che aveva segnato undici reti nelle ultime tre partite.

Porto in Champions e Lazio per chiudere un ciclo terribile

Ma è stato l’atteggiamento generale più preoccupante, perché il Napoli finora non è mai riuscito a trovare continuità di rendimento. L’involuzione è evidente e allarmante, i problemi restano e invece di ridursi sembrano aumentare. Ad Allegri ora mancano due partite per concludere questo ciclo terribile. Si augurava di poterlo fare in un’altra situazione, ma dovrà fare i conti con un morale sotto i tacchi e con una serie di imprevisti senza precedenti. Con il Porto in Champions e con la Lazio capolista la situazione sarà più o meno la stessa, bisognerà aspettare la sosta per avere qualche buona notizia dall’infermeria. La stagione del Napoli rischia di prendere la stessa piega della scorsa, quando gli infortuni condizionarono tutto. L’anno scorso alla fine arrivò il secondo posto, il massimo raggiungibile dopo la lunga serie di problemi.  
Quest’anno la situazione è delicatissima, con una classifica inguardabile: dal 2009 non raccoglieva così pochi punti (14) nelle prime dieci giornate. A gennaio sicuramente la società potrà intervenire per rinforzare una rosa che è stata sopravvalutata in estate. Difficile ora stabilire se sarà troppo tardi, l’importante sarà non sbagliare. Altri errori il Napoli non se li può permettere.

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