Una partita strana, prendiamola alla larga. Una partita che la Roma ha vinto segnando quattro gol però, incredibile ma vero, subendo e soffrendo troppo il Cagliari. Una prestazione, quella giallorossa, fatta di tante cose belle e forse altrettante brutte. Gian Piero Gasperini, maestro nella gestione delle risorse umane, ha sfruttato ancora una volta fino in fondo la propria rosa, ha azzeccato i cambi dalla panchina e ha portato a casa, con qualche brivido di troppo, altri tre punti.
Roma, effetto turnover
Cominciamo con una storia legata proprio al turnover. Tre turni di campionato in bianco. Possibile? Sì, possibile. Ma davvero stiamo parlando di Donny Malen, il centravanti dal gol facile, anzi facilissimo? Esattamente. Non era mai capitato che restasse a digiuno così a lungo in Serie A e il dato alla vigilia della partita contro il Cagliari, onestamente, ha fatto un certo, rumoroso effetto. Alla pari con quello avvertito allo stadio e nelle case romane al momento dell’annuncio della formazione: Malen in panchina. Ma come Malen in panchina? Sì, tutto vero. Turnover? Turnover, come comoda ancora di salvataggio.
Le scelte di Gasperini: Castro titolare all'Olimpico
Altro giro, altra Roma con Castro titolare e Mora invece ancora in panca. Quattro cambi rispetto a Napoli, con De Roon e Cristante insieme. Roma poco attenta nella fase di non possesso, troppo facilmente preda dei lanci in verticale del Cagliari studiati a tavolino per andarsi a giocare l’uno contro uno a campo aperto con i difensori di Gasp. Protagonista assoluto della prima frazione in casa Roma è stato Lulli, autore di un gol, dell’assist gol per Pisilli, di due salvataggi strappacore a pochi passi dalla linea bianca e di un recupero da libro Cuore a tutta velocità. Tanta roba, a conferma - però - che intorno a lui troppe cose targate di giallo e rosso non stavano andando bene. Ormai chi affronta la squadra di GPG spesso e volentieri preferisce (quasi) rinunciare al gioco, alla manovra lavorata puntando ad arrivare prima possibile dalle parti dell’area romanista. Quindi con estrema velocità e in spazi profondi. E questo la Roma non lo digerisce bene.
Dentro Rodrigo Mora e Malen, così è cambiata la Roma
Dopo meno di un’ora di gara, fuori un mediano, dentro Mora e dentro pure Malen. È andata a finire che proprio i due nuovi entrati hanno messo a posto le cose dopo che il Cagliari aveva preso in mano con il gioco la partita (bravo Gollini a parare tutto il parabile) e trovato il gol del pari. Del resto, sarebbe stato contro natura o giù di lì ritrovarsi con Malen a secco per la quarta partita di fila. Perché c’è un limite a tutto, deve esserci un limite a tutto. Tranne che alla vena realizzativa del numero 14 olandese, sussurra il tifoso romanista.