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Una sentenza del Coni sulla Federazione danza lascia la B a 19

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© ANSA
Ecco perché il Collegio di Garanzia dello Sport ha dichiarato inammissibili i ricorsi contro la modifica del format del campionato cadetto presentati da Novara, Catania, Siena, Ternana, Pro Vercelli ed Entella. La delusione del presidente Frattini che ha votato contro perché favorevole a riportare la B a 22 ma è uscito battuto dopo due camere di consiglio dibattute e divisive

Il Collegio si spacca, la Serie B non va in frantumi, il Commissario straordinario della Figc Roberto Fabbricini, almeno per il momento, viene salvato da un pronunciamento d’improcedibilità non scontato, ma che di fatto non boccia il suo operato. Anche se gli antagonisti per lui potrebbero alla fine aumentare. L’ex Segretario Generale del Coni aveva i poteri di modificare il format del campionato cadetto attraverso il blocco dei ripescaggi? La domanda resta inevasa, perché secondo la corte il percorso attivato dalle ricorrenti è stato errato in quanto era necessario intraprendere le azioni iniziando dai Tribunali endofederali (TFN e Corte d’Appello). Solo alla fine del percorso sarebbe toccato, dunque, stabilire la forma e la sostanza della Serie B al Collegio di Garanzia dello Sport del Coni. Che infatti non entra nel merito. E per conoscere le sue tesi bisognerà aspettare il risultato di eventuali altri processi.

CERCHIO DI FUOCO - Il cerchio di fuoco dell’estate terribile del calcio italiano si chiude tornando, clamorosamente, al punto di partenza, in una specie di gioco dell’oca che passa sopra le attese di centinaia di migliaia di tifosi che nei processi sull’assetto della cadetteria avevano riposto grandi aspettative. Invece, no. Non si ricomincia a 22 come le ricorrenti richiedevano con vigore, argomentando le proprie tesi con voluminose memorie difensive che non sono bastate a scardinare il “principio di competenza” a cui s’è aggrappato il massimo organo di giustizia sportiva, invocando un precedente giurisprudenziale in analoga materia del Collegio di Garanzia per la Federazione Italiana danza (Sentenza a sezioni unite, Nº 32/2018). Così, a prevalere sono le resistenti: Lega B e Figc. E tira un sospirone di sollievo lo stesso presidente Mauro Balata che ha vissuto questo giudizio come un referendum sul proprio operato. Se fosse stato sconfessato da un verdetto avverso al format a 19 si sarebbe quasi certamente dimesso, lasciando un vuoto che sarebbe stato subito tuttavia occupato. 

FRATTINI BATTUTO - Ma uscire dal tunnel in cui ci si era cacciati non è stato agevole. Dopo ben due aspre camere di consiglio, a finire in minoranza è stato il presidente Frattini, per sua stessa ammissione. Un fatto senza precedenti e che annuncia, secondo qualcuno, il possibile addio per passare alla presidenza del Consiglio di Stato di cui è già presidente di Sezione. A prevalere è stata la tesi del relatore Dante D’Alessio con l’ausilio di altri due componenti della corte. Mentre un altro giudice è rimasto dell’idea dell’ex ministro: ovvero ampliare il numero delle società. Reduce da impegni internazionali istituzionali, evidentemente meno sofferti di quelli che lo hanno tenuto sotto pressione nell’ultimo mese nella Capitale, Frattini ha il volto segnato dalla delusione quando esce dal Palazzo H e si consegna, insolitamente, ai cronisti dopo la decisione contrastata di lasciare il format immutato. «Per la prima volta nella mia carriera ho votato contro da presidente. Il verdetto è stato adottato con una maggioranza di 3-2, il mio voto contrario è in una dichiarazione ufficiale che è parte del dispositivo della sentenza che stabilisce l'inammissibilità di tutti i ricorsi. E' inutile, poi, discutere di chi dovesse (tra Novara, Catania, Siena, Ternana, Pro Vercelli ed Entella, ndr) essere ripescato - aggiunge -. Io non condivido la pronuncia di improcedibilità. Pressioni? Su di me non ce ne sono state, il Collegio ha ragionato su ipotesi molto diverse e ciò ha portato a posizioni differenti». 

RICORSI BOCCIATI - Ma cosa è possibile ora fare? «Gli interessati potranno ripartire dal Tribunale di primo grado della Figc e riproporre le stesse contestazioni». Non perde tempo il Catania che, nel procedimento dinanzi al Collegio di Garanzia, aveva partecipato «in adesione» alle rivendicazioni della Ternana, e aveva già optato per la proposizione del proprio ricorso dinanzi al TFN, poi programmato, casualmente, per la giornata di oggi. Insomma, quando tutto sembra finire, c’è il rischio apparente che si ricominci daccapo. Ma è ovvio che i tempi tecnici per bloccare i campionati non ci sarebbero più e potrebbero prevalere comunque altre prerogative.