Corriere dello Sport

Rendi la tua esperienza speciale

Home

Calcio

Formula 1

Moto

Motori

Basket

Tennis

Altri Sport

Stadio

Foto

Video

Corriere dello Sport

LIVE

Kimi Antonelli, il segno del destino

foto
Getty Images
Leggi il commento sul trionfo del pilota italiano della Mercedes nel Gp di Formula 1 in Cina

L'asfalto di Shanghai non è solo bitume e gomma bruciata; è una pergamena nera su cui il destino ha deciso di scrivere una riga indelebile. L’aria è elettrica, satura di un’attesa che toglie il fiato. Mancano poche curve, il traguardo è un miraggio che trema nel riverbero del calore, e la Mercedes numero 12 danza sull’orlo dell’impossibile. Il posteriore scoda, ma Kimi Antonelli non combatte la fisica: la corteggia. È un artista col pennello in mano che sta concludendo di dipingere un quadro perfetto. Con un controsterzo che profuma di anni Settanta, di polvere e di un coraggio antico, disegna uno “sbaffo” di pura poesia cinetica. È il gesto di un veterano nel corpo di un diciannovenne.

Kimi una scommessa vinta da Toto Wolff

Quando la bandiera a scacchi cala come una mannaia sul passato, il cronometro urla la verità: 19 anni, 6 mesi e 19 giorni. Il ragazzino di Bologna, quello con la faccia pulita e l’educazione di altri tempi, quello che piange e fa commuovere, artiglia la sua prima vittoria in F.1 e urla al mondo tutta la sua gioia. Nel garage, Toto Wolff sorride con la ferocia di chi ha vinto una scommessa contro l’universo. Lo davano del folle per aver scelto un adolescente al posto del mito, Lewis Hamilton. Ma oggi, quel “matto” ha trovato l’anima della Stella.

L'abbraccio con Hamilton è un passaggio di consegne

E poi, il momento che squarcia il cuore della F.1: Hamilton, vestito di quel rosso Ferrari sognato una vita, ferma la sua Rossa accanto alla freccia d’argento. L’abbraccio tra i due è un passaggio di consegne solenne tra il Re uscente e l’erede designato. Kimi ha vinto contro i cronometri, contro la pressione devastante, ma soprattutto contro il “fuoco amico”. Ha ridotto al silenzio i leoni da tastiera, quelli pronti a bollarlo come un prodotto di marketing, trasformando il veleno dei social in un coro di stupore.

In Cina l'inizio dell'Antonelli-mania

Sul podio, mentre l’Inno di Mameli vibra nell’aria, la corazza di pilota si scioglie. Le lacrime di Kimi sono un effluvio di sincerità che nessun mental coach potrà mai replicare. È l’inizio dell’Antonelli-mania, un turbine di iperboli e santificazioni immediate. Ma oltre i milioni e le lusinghe del successo, resta l’immagine di un ragazzo che porta la mano al cuore, specchiandosi negli occhi lucidi di papà Marco che l’ha seguito in Cina e di mamma Veronica che è rimasta a casa a macerarsi nell’attesa e nell’orgoglio. Shanghai non ha visto solo una gara; ha visto nascere un mito che ha il sapore del pane e della velocità. La corsa è appena cominciata, e il bello, a questo punto, deve ancora venire.

Corriere dello Sport in abbonamento

Insieme per passione, scegli come

Abbonati all'edizione digitale del giornale. Partite, storie, approfondimenti, interviste, commenti, rubriche, classifiche, tabellini, formazioni, anteprime.

Sempre con te, come vuoi