Il mercato dell’auto in Europa ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un aumento di vendite ma ancora al di sotto del 2019. La ripresa per tornare a quel livello di volumi è lenta e la struttura dell’offerta così come è oggi non consente di soddisfare in pieno le domanda del consumatore medio che richiede vetture a prezzi accessibili. E questo è un problema non da poco. Mancano circa tre milioni di vetture all’anno all’appello, che corrispondono a molte fabbriche di assemblaggio e migliaia di posti di lavoro diretti ed indiretti. I sistemi di progettazione e costruttivi europei sono stati copiati ma poi migliorati dai cinesi ed a costi notevolmente inferiori. Difficile risolvere il problema di limitare le importazioni dalla Cina con i dazi, che possono limitare nel breve termine le importazioni cinesi, ma nel medio termine vince chi produce meglio ed a prezzi compatibili.
La situazione non si risolve pensando soltanto alle emissioni, come incautamente legiferato dal Parlamento europeo, ma con una strategia globale che coinvolga tutto l’ecosistema Automotive, dai materiali, alla regolamentazione per l’omologazione, alla tecnologia progettuale e costruttiva, alla logistica e non ultimo al processo di vendita. Il comparto economico Automotive in Europa ha valore non sostituibile per l’economia continentale. Parliamo di 13,5 milioni di lavoratori, l’8% degli occupati europei nell’industria, produce un surplus commerciale annuo di circa 85 miliardi di euro, spende annualmente 84,3 miliardi di euro in ricerca e sviluppo il 34% del totale dell’Unione. Un ecosistema che deve essere rivitalizzato e non penalizzato con fughe ideologiche in avanti che spalancano le porte al sistema industriale cinese estremamente efficiente ma figlio di una cultura economico/ sociale che si avvale di logiche profondamente diverse dal sistema democratico che governa l’Occidente. L’Europa prima dell’esplosione dei costruttori cinesi è stata sempre la culla della eccellenza costruttiva e tecnologica. Ha esportato nel mondo i suoi prodotti automobilistici innovativi e di qualità. Ora è sorto un nuovo equilibrio ed una nuova logica concorrenziale, che richiede una rapida conversione ad U con una profonda revisione strategica. Basta andare sparsi alla metà ci vuole un gioco di squadra industria e decisori politici e finalmente decisioni nel verso del consumatore.