Il mercato dell’auto sta crescendo ma rimane sempre sotto rispetto al 2019. Da un punto di vista strutturale dell’offerta ancora siamo distanti da quello che il mercato richiede. Non tanto dagli alti spendenti quanto dall’italiano medio, che sta acquistando il 20% meno del 2019, mentre i segmenti E e F, quelli veramente Premium, rimangono sostanzialmente al livello del periodo pre Covid. Questo è il punto centrale: come tornare a dare a chi compra le vetture piccole e medie il prodotto che richiede ai prezzi che si può permettere di spendere e con un’indicazione più chiara sul tipo di motorizzazione. La capacità di acquisto dell’italiano medio è diminuita ma i prezzi sono aumentati come mai in passato. Le ricerche ci dicono che più dell’80% degli italiani vogliono spendere meno di 30mila euro per una vettura e il 50% vuole spendere meno di 20mila euro. Questo dato vale per ogni tipo di prodotto, anche l’elettrico. Guardando l’offerta oggi sul mercato, e i relativi listini, siamo molto distanti dal rispondere a questa sicura e ripetuta indicazione che viene dal mercato. Peraltro, il quadro europeo non è così diverso.
Le case costruttrici, con l’aggravante dei burocrati di Bruxelles, sono distanti da essere in grado di soddisfare la domanda. Le vetture utilitarie sono quasi scomparse, escluse poche eccezioni, e il risultato fi nale è che i volumi realizzati sono insufficienti per garantire il rinnovo del parco. Andando ancora più in profondità e al di là dei prezzi, il cliente medio dalle ricerche ci comunica che la tecnologia a cui è interessato è quella che migliora la sicurezza, la qualità e la durata del prodotto e diminuisce i consumi. Soprattutto una tecnologia facile, comprensibile e da utilizzare in maniera intuitiva. Anche a questa realistica e comprensibile richiesta, di chi acquista in volume le vetture e consente di tenere aperte le fabbriche di assemblaggio, i costruttori non danno una risposta soddisfacente. Ci sono alcune eccezioni ma non sufficienti. I cinesi a differenza degli occidentali ragionano con l’obiettivo di comprendere il mercato e di assecondarlo invece che contrastarlo con intento educativo e al di là delle disponibilità economiche. Questo diverso approccio vincente non va sottovalutato perché potrebbero essere proprio i costruttori cinesi quelli in grado di rispondere alle richieste del consumatore medio.tori cinesi quelli in grado di rispondere alle richieste del consumatore medio.